Ancora tanti i nodi da sciogliere sul dl Irpef. «Aveva ragione Brunetta sui fondi (mancanti) per gli 80 euro»

Può essere una giornata decisiva per la materia fiscale: sul dl Irpef il dibattito è aperto e le voci in campo alla ricerca di una sintesi possibile molteplici, ma i nodi da sciogliere sono ancora tanti, specie per quanto concerne l’allargamento del bonus Irpef alle famiglie più numerose (oltre tre figli) e il potenziamento del taglio Irap (10%). Non solo: le richieste di Ncd sono al momento state accantonate e le commissioni Bilancio e Finanze del Senato potrebbero aver bisogno di più tempo per terminare l’esame del decreto. E in  più, in agenda all’ordine del giorno tra le questioni in cerca di risoluzione campeggia ancora la discussione sul “salva-casse” previdenziali, con l’ipotesi di coperture alternative all’aumento dell’aliquota dall’11 all’11,5% per i fondi. Questo anche per non pesare sulla previdenza complementare che mostra segni inequivocabili di “abbandono da crisi”. Al momento il dl è atteso in aula al Senato nelle prossime ore, ma non è escluso uno slittamento. Intanto sul tema continuano ad affastellarsi ipotesi economiche e recriminazioni politiche. Tra le posizioni polemiche, quella di Renata Polverini (Forza Italia) che, ospite del salotto di Raitre Agorà, ha ricordato come «la Commissione europea ha legittimato quello che Brunetta sta dicendo da diverso tempo: le risorse per i famosi 80 euro non ci sono, e ricordo che il presidente del Consiglio ha promesso che dopo le elezioni Europee lo stesso intervento avrebbe riguardato anche la platea molto vasta dei pensionati, degli artigiani e di altre categorie che per ora non hanno avuto benefici. Voglio vedere il governo Renzi alla prova della riforma del mercato del lavoro e alla prova della riforma fiscale – ha quindi aggiunto la deputata azzurra – per capire con quale forza il premier affronterà queste due grandi questioni. Non so – ha poi ulteriormente dichiarato la Polverini – ad esempio, se il Nuovo Centrodestra la pensa come il Partito Democratico, visto che sulla riforma fiscale chiede interventi rivolti verso la famiglia». Quindi, un bilancio consultivo sull’esecutivo in carica anima la conclusione: «Se Renzi è al governo di questo Paese – ha continuato al deputata forzista – lo deve in gran parte a Berlusconi: l’impegno preso al Nazareno consente al premier di fare le riforme istituzionali senza le quali questo esecutivo non avrebbe motivo di esistere. Berlusconi sta dando un contributo importantissimo, anche suo malgrado, perché probabilmente pensava di intercettare un maggiore consenso da parte degli italiani impauriti da Grillo, consenso andato invece a Renzi, mentre i nostri elettori non sono andati a votare».