Anche gli stilisti in ginocchio dal premier. Nasce il “Renzi style”, nonostante il cappottino…

Ricordate quel buffo cappottino di Renzi abbottonato male che fece ridere le cancellerie di mezza Europa durante l’incontro con la Merkel? Bene, dimenticatelo. È tutto cambiato. Ora Matteo – dopo aver preso il 40% alle elezioni- in Italia è diventato improvvisamente un modello di stile, di eleganza, di classe. Lo dicono i grandi giornali nazionali, mica il Corriere di Pontassieve. “Lo stile Renzi contagia gli stand dove prevalgono i suoi colori preferiti, il blu, i toni dell’azzurro, le giacche di lino, per camicie extra slim per fisici allenati, i pantaloni a sigaretta ma non troppo corti, i giubbotti dalla Fonzie…”, è scritto in un  articolo comparso oggi sulla “Stampa” di Torino, in cui si presenta il Salone di Pitti, a Firenze, più come un evento “renziano” che come un evento mondano. “Vestiremo alla Renzi con la benedizione di Pitti”, è il titolo del pezzo in cui si esaltano le qualità fisiche e stilistiche di Matteo. Manca la foto di lui che spacca la legna in mutande Armani, ma siamo comunque molto, molto oltre l’Istituto Luce.

A Palazzo Pitti, ovviamente, il premier fotomodello non mancherà. Secondo il quotidiano torinese, quest’anno gli stilisti hanno dedicato le collezioni a Matteo, fresco di trionfo elettorale e dunque immediatamente oggetto dello sport nazionale, la lisciata di pelo, o di giacca, in questo caso, visto che neanche la pancetta di Renzi, le camicie dal collo Alitalia e i mocassini lucidi da agente immobiliare di provincia hanno impedito agli stilisti fiorentini di eleggerlo paladino dell’italian style. «Sarà un caso, ma quest’anno molte collezioni sembrano ispirasi a lui…». Lui è sempre Renzi, il fighetto fiorentino che “per vestirsi sceglie Ermanno Scervino, Stefano Ricci, Ferragamo, Rifle…”.

Ma non c’è solo Matteo a fare tendenza. Dopo il voto delle Europee, anche la first lady, da bellezza anonima, diciamo così, s’è trasformata in strafiga visto che perfino l’Espresso le dedica una pagina dal titolo “Tendenza Agnese”, richiamando il “bikini da urlo” che un altro settimanale le aveva attribuito. E pensare che solo un mese fa fioccavano i paragoni beceri tra lei e Luxuria, con tanto di fotomontaggi squallidi sul web. E nessuno, neanche la Boldrini, s’indignava per questo, i giornali non se la filavano, i più spettegolavano sulla bellezza della Boschi. Oggi tutto ciò che è “renzino” fa tendenza: siamo in Italia,  dove un voto ti fa bello più di un bisturi.