Al via la “Leopolda” di Fini: «Gli elettori non ci hanno voluto nel Palazzo, dobbiamo ripartire dalla società»

Come da spot visto in questi giorni sulla rete, Gianfranco Fini, ex leader di An e Fli, ha tenuto questa mattina a battesimo il suo nuovo progetto politico proponendosi come allenatore di una nuova squadra di centrodestra che “possa tornare a vincere”. «Oggi abbiamo di fronte una destra che non c’è o che è troppo divisa da ripicche e personalismi», ha spiegato l’ex presidente della Camera aprendo a Roma la manifestazione “Partecipa, l’Italia che vorresti”, una sorta di “Leopolda” renziana di destra che si chiuderà nel pomeriggio, con interventi numerosi ma di brevissima durata.«La politica è passione – ha esordito Fini – non il seggio in Parlamento. E non avrà senso nei prossimi mesi parlare di alleanze. Siamo fuori dal palazzo perché così hanno voluto gli elettori e dobbiamo agire da fuori, ascoltando la società e il paese». All’inizio dell’intervento di Fini un contestatore, presente in sala, lo ha interrotto accusandolo di “aver ucciso” la destra e di aver “tradito” Berlusconi.

Morbidi i giudizi di Fini sull’attuale governo: «Renzi può davvero governare per 20 anni se non si muove qualcosa a destra. Con Renzi si è chiuso il commissariamento della politica. Non ci sono competitori credibili come forze di governo, Grillo rappresenta la protesta ma nessun italiano pensa che possa governare. La destra è statica, immobile». Sul centrodestra Fini ha spiegato che “non si può più mettersi tutti insieme contro la sinistra, mettendo insieme forze che non condividono i contenuti come Salvini e Alfano. Non è tempo di sommatoria e aritmetica ma di politica”. Poi sono arrivate le lodi all’asse Pd-FI sulle riforme: «Spero che questa sia veramente la volta buona e che si facciano le riforme. Berlusconi fa bene a dialogare con la sinistra ma ho solo un dubbio di merito: se il bicameralismo è superato come lo è forse ci voleva il coraggio di passare al monocaneralismo e non al Senato delle autonomie».

Infine l’ex leader di An s’è gettato sui temi di politica internazionale: «Mi auguro sia l’attuale ministro degli Esteri Mogherini la nuova Lady Ashton dell’Ue, ma non sarà motivo di orgoglio finché l’Ue sarà un nano e non esisterà una vera politica estera europea». L’ex presidente della Camera ha poi parlato dell’euro: «Non si fa l’interesse nazionale quando si dice di uscire dalla moneta unica, ma l’euro rischia di non stare insieme senza una politica economica e sociale dell’Ue, serve una prospettiva di sovranità europea».