A Potenza “Davide batte Golia”: trionfa il candidato di Fratelli d’Italia

«Clamorosa», «storica», «sorprendente». Sono alcuni degli aggettivi usati dagli osservatori per descrivere la vittoria di Dario De Luca a Potenza. Il candidato a sindaco di Fratelli d’Italia e due civiche è riuscito in un’impresa che non era mai riuscita a nessuno prima: strappare il capoluogo lucano al centrosinistra. Con il 58,54% dei consensi ha battuto il democratico Luigi Petrone, candidato di una coalizione che andava da Pd a Sel, passando tra gli altri per i socialisti e Scelta civica, che si sentiva già la vittoria in tasca. Perché – e questo è l’altro dato significativo – al primo turno De Luca si era fermato al 16,7% dei voti, mentre Petrone aveva raccolto un ben augurante 47,8%. «Davide sconfigge Golia», è stato il primo commento che De Luca ha affidato a Twitter, per poi postare dal Comitato elettorale una foto con la frase «Aria di libertà» come didascalia e parlare di «miracolo per il cambiamento». «Nell’ultima settimana – ha commentato l’ingegnere, ora primo cittadino di Potenza – abbiamo capito di aver avuto un buon consenso intorno, ma non immaginavo che si palesasse già dalle prime sezioni scrutinate. Si tratta di una vittoria trasversale e di un messaggio di cambiamento». Questo del voto trasversale è l’altro dato politico che merita di essere sottolineato, insieme all’inedito della vittoria: al primo turno Forza Italia e Nuovo Centrodestra, insieme a una civica, avevano corso con un proprio candidato a sindaco, Michele Cannizzaro, e al ballottaggio non c’è stato alcun apparentamento. Anche a voler immaginare, però, che gli elettori di centrodestra si siano ricompattati al di là delle indicazioni dei partiti di riferimento, la vittoria di De Luca non si potrebbe lo stesso spiegare con una somma matematica: Cannizzaro al primo turno aveva presa il 12,85%. Bisogna dunque cercare altrove le spiegazioni di questo risultato senza precedenti. «I cittadini di Potenza vogliono un cambiamento ed è ciò che voglio fare da subito perché, per quanto sia una frase scontata, oggi mi sento il sindaco di tutti», ha proseguito De Luca, tributando l’onore delle armi all’avversario: «Competente, leale ed onesto, una persona per bene». Petrone, dal canto suo, ha spiegato la sconfitta additando l’astensionismo come probabile causa, ma ammettendo anche che «gli elettori non hanno creduto, forse, che io potessi rappresentare il cambiamento».