Voto europeo: risultato storico del Pd che supera il 40%, flop di Grillo, centrodestra da ricostruire

A poche ore dalla chiusura dei seggi nella tornata elettorale per il rinnovo del Parlamento europeo lo spoglio delle schede è agli sgoccioli. Secondo gli ultimi dati del Viminale, sono arrivati gli scrutini di oltre 61 mila su 61.592. E i risultati confermano quanto anticipato prima dagli exit poll e poi dalle proiezioni: il trionfo del Pd di Matteo Renzi e una debacle dei pentastellati. Il Partito Democratico ha raggiunto una percentuale di consenso che è andata oltre ogni aspettativa, sfiorando il 41%, e che si traduce in quasi 11 milioni di voti. Il movimento di Beppe Grillo, che alla vigilia dell’appuntamento con le urne era certo di riuscire a catturare una valanga di voti sorpassando tutti gli altri competitor, ha avuto una performance deludente pur arrivando a conquistare 5-5,5 milioni di voti con una percentuale del 21. Sul terzo gradino del podio si piazza Forza Italia che ha convinto 4,54 milioni di elettori (16,7%). Buono il risultato della Lega che si attesta sul 6,2% (1,6 milioni di voti). Si ferma al 4,3% il Nuovo Centrodestra (poco più di un milione di voti) mentre la lista L’altra Europa con Tsipras supera di poco il 4% (4,04). Percentuale sfiorata da Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, che comunque raddoppia i voti rispetto alle precedenti elezioni politiche di un anno fa. Nel Belpaese le persone che hanno deciso di esprimere il voto sono state il 58% degli aventi diritto, quindi con un astensionismo record del 48%.
Unica a crescere tra le forze dell’opposizione la Lega: «Ovunque in Europa si è affermato il centrodestra, tranne che in Italia. Il problema è che il centrodestra non c’è più: bisognerà reinventarlo», sottolinea il segretario Matteo Salvini. Delusa Forza Italia, che nei commenti a caldo preferisce minimizzare parlando di risultato «non esaltante» e che punta il dito contro Alfano e il Nuovo Centrodestra, accusati di fatto di avere favorito la crescita di Renzi e di esserne rimasti poi fagocitati. Facile per Ignazio La Russa (Fratelli d’Italia) mettere le mani avanti, sottolineando che, se verrà portata avanti la nuova legge elettorale (frutto di un accordo tra Renzi e Berlusconi), «le possibilità di trovare un’intesa sono pari a zero».