Ucraina: liberati i 12 osservatori Osce. Per la strage di Odessa la Russia accusa Kiev

Gli osservatori militari dell’Osce in ostaggio a Sloviansk sono stati liberati. Lo ha reso noto Vladimir Lukin, inviato del Cremlino nel sud-est ucraino, citato dalla tv Russia Today. «Tutte le 12 persone che ho nella lista sono libere», ha riferito Lukin, citato dall’agenzia Ria Novosti. Il 25 aprile i filorussi avevano preso in ostaggio 12 persone, di cui 8 osservatori militari dell’Osce e quattro militari ucraini che li accompagnavano. Uno degli osservatori, quello svedese, era già stato rilasciato per motivi di salute. In queste ore gli Stati Uniti hanno chiesto a Ucraina e Russia di «ristabilire l’ordine» dopo le violenze «inaccettabili» avvenute venerdì a Odessa, dove 31 persone sono morte in un incendio doloso a seguito di violenti scontri. «La violenza e il disordine che hanno portato a tanti morti e feriti assurdi sono inaccettabili – ha scritto in un comunicato un portavoce del Dipartimento di stato americano -. Noi chiediamo alle due parti di lavorare insieme per restaurare la calma, la legge e l’ordine». In seguito agli scontri di Odessa, il capo regionale della polizia, Petro Lutsiuk, è stato licenziato. Lo rende noto il ministro dell’interno ucraino Arsen Avakov. Il bilancio complessivo della giornata di venerdì, ha aggiunto, è di 42 morti e 125 feriti, tra cui 21 poliziotti. Altri incidenti si sono verificati in altre località ucraine. Viaceslav Ponomariov, autoproclamato sindaco di Sloviansk, roccaforte della protesta filorussa, ha affermato che in nottata sono morti oltre 10 civili del vicino villaggio di Andreievka che tentavano di bloccare un corteo di auto degli ultra nazionalisti di Pravi Sektor. Ci sono anche 40 feriti, ha aggiunto. Mancano per ora conferme indipendenti. Da parte russa, Mosca non sa ancora come rispondere alla crescente violenza in Ucraina, «questo elemento è assolutamente nuovo per la Russia», ha detto Dmitri Peskov, portavoce di Putin. Secondo Peskov le autorità di Kiev «portano la responsabilità di quanto accaduto a Odessa», e ne sono «di fatto complici», come «chi considera legittima la giunta di Kiev».