Turchia, strage in miniera: più di duecento morti. Proclamati tre giorni di lutto nazionale

È una vera e propria strage: più di duecento corpi senza vita sono stati estratti nella notte dai soccorritori nella miniera turca di Soma, in parte distrutta ieri da una esplosione, ma il bilancio potrebbe ulteriormente aggravarsi in quanto decine e forse centinaia di minatori sono ancora intrappolati nelle viscere della terra. Quello di Soma potrebbe rivelarsi il più grave incidente industriale nella storia della Turchia moderna. In Turchia il governo di Recep Tayyip Erdogan ha proclamato tre giorni di lutto nazionale. Centinaia di soccorritori continuano a estrarre i compagni dalle gallerie della miniera a più di quattrocento metri sotto terra. Il ministro dell’energia Taner Yildiz ha indicato all’alba che i morti erano già 201. Non si sa esattamente quanti minatori siano ancora bloccati sotto terra. Secondo Yildiz erano 787 nella miniera al momento dell’eplosione, secondo la stampa turca più di 360 sarebbero riusciti a fuggire. Le speranze di salvare gli uomini intrappolati diminuiscono con il passare del tempo perché nelle gallerie bloccate, invase dalle fiamme e dal fumo, viene a mancare l’ossigeno. «Entriamo in una fase più critica. Con il passare del tempo ci avviciniamo a un esito molto sfavorevole», ha ammesso Yildiz. Centinaia di familiari dei minatori intrappolati, stretti dall’angoscia, attendono notizie dei loro cari davanti all’ingresso della miniera. Un cortocircuito avrebbe innescato l’esplosione che ha provocato un crollo e un incendio in fondo alla miniera. Da tempo ci sono forti polemiche sulla sicurezza nelle miniere del paese e proprio su Soma l’opposizione aveva chiesto in passato invano una commissione d’inchiesta.