Tornano a Ground Zero i resti non identificati delle vittime dell’11 Settembre

Con una processione e una discreta cerimonia, quasi ottomila frammenti di resti non identificati delle vittime dell’11 settembre sono stati riportati nel luogo dove sorgevano le Torri Gemelle di New York, per essere conservati nel museo del memoriale di Ground Zero. Fino ad ora erano nella sede dell’Istituto di medicina legale, nella parte Est di Manhattan, da dove con un corteo formato da una quindicina di mezzi della polizia, dei pompieri e di autorità di New York sono stati trasferiti al “National September 11 Memorial Museum”, nonostante l’opposizione di diverse famiglie delle vittime, disturbate in particolare dal fatto che da ora in avanti verranno conservati in alcuni locali sotto terra. «Non metteteli in cantina», ha affermato Rosemary Cain, che nell’attacco ha perso un figlio vigile del fuoco, e che sabato mattina era lì assieme a un altro gruppo di parenti delle vittime per contestare il trasferimento dei resti. «Rispettate le tremila anime, in modo che possano riposare in pace», ha affermato ancora, citata dal New York Post, secondo il quale altre famiglie delle vittime sostengono invece il trasferimento. Nonostante l’esame del Dna, non sempre i medici legali riescono ad attribuire un nome, ad esempio, a un frammento minuscolo di osso. Le famiglie delle vittime hanno fornito qualsiasi oggetto appartenente ai loro cari dal quale estrarre il Dna, ma non sempre si riesce a farli corrispondere ai frammenti, molti dei quali sono pesantemente danneggiati. Il luogo dove verranno conservati i 7.930 resti trasferiti sabato – trasportati in casse metalliche avvolte nella bandiera degli Stati – sarà chiuso al pubblico, ma accessibile alle visite dei parenti delle vittime. Nell’attacco al World Trade Center morirono 2.753 persone. i resti di 1.115 di loro restano ancora da identificare. Le autorità sperano tuttavia che con i progressi della tecnologia si possa in futuro riuscire a procedere con le identificazioni.