Svegliatevi, Renzi non cammina sulle acque. E diffidate della sua espressione angelica

Attenti al fattore Renzi, ai suoi lineamenti angelici, all’espressione dolce. Attenti all’atteggiamento un po’ impacciato quando è a contatto con i leader europei, emozionato a tal punto da abbottonare male i vestiti. Attenti a quando gironozola per gli studi televisivi con i look più improbabili, scopiazzati dai personaggi famosi del piccolo schermo. Bisogna essere guardinghi perché lui non è né angelico né dolce, né impacciato, né emozionato. E a dargli eccessiva fiducia si rischia di cadere nella trappola. A sinistra nulla esce fuori per caso, studiano tutto a tavolino, sanno come gettare fumo negli occhi della gente: ogni qualvolta sono stati al governo hanno fallito ma poi, con un colpo di bacchetta magica, hanno creato l’uomo nuovo fingendo che non avesse nulla da spartire con il passato. È successo con Prodi, con Bersani, con Letta e ora accade con Renzi. Il pericolo è che il bluff  riesca: i giornali “amici” gli hanno spalancato le porte creando il personaggio, negli articoli viene chiamato amichevolmente Matteo, senza cognome, per dare l’idea che sia l’inquilino della porta accanto, quello che ti dà lo zucchero se a casa ti è finito e non hai tempo per andare a comprarlo. Tutto fa parte del copione. Le cronache si esaltano se fa quattro passi a piedi. Se poi ci sono tre persone che gli stringono la mano, dicono che ha avuto un bagno di folla. Le maestre delle elementari e delle medie portano gli alunni a Palazzo Chigi per “educarli” ad amare il premier, qualcuna gli confeziona anche le canzoncine. Lui spesso si affaccia alla finestra strizzando l’occhio. Alla fine sembra che Renzi abbia fatto chissà quale rivoluzione e invece i risultati sono pari a zero. Il problema è che quello zero viene dato in pasto all’opinione pubblica come se fosse mille. Basta soffermarsi su due o tre cose: l’emergenza immigrazione ha raggiunto livelli record, con un’invasione di extracomunitari che non ha pari nella storia italiana; l’economia non cresce, il nostro Paese è retrocesso a fanalino di coda nella Ue; la pressione fiscale è ai massimi livelli; le riforme sono in un vicolo cieco, il Senato rischia di diventare un’aula di nominati, senza nemmeno il bisogno delle elezioni. E la lista sarebbe lunga. Non c’è stato un provvedimento capace di creare anche un solo posto di lavoro. Ma sì, ci sono stati gli 80 euro, dati solo ad alcuni, come se gli altri fossero figli di un dio minore. E anche sugli 80 euro c’è il trucco, perché da una parte vengono dati e dall’altra vengono tolti. Nonostante ciò, la macchina da guerra della sinistra parla di Renzi come del nuovo miracolo italiano. E magari ce lo ritroveremo pure a presentare il Festival di Sanremo. O magari a fare da giuria, dando i voti ai cantanti in gara. E tutti a dire “quant’è bravo Matteo”, “ha ragione Matteo”. Come in Corea.