Studio americano: in Italia crolla la fiducia nell’Ue. Il 44% vorrebbe tornare alla lira

Cresce in Italia la diffidenza verso Bruxelles. Nel nostro Paese, negli ultimi anni è calata nettamente la fiducia nei confronti dell’Unione europea, nella sua capacità di risolvere i problemi dei cittadini. E soprattutto circa il 44%, caso unico in Europa, vorrebbe abbandonare l’euro e ritornare alla lira. È quanto emerge da un grosso studio, circa 36 pagine di grafici e cifre, a cura del centro di ricerche indipendente Pew Research che ha raccolto oltre settemila interviste tra il 17 marzo e il 9 aprile in sette paesi europei: Francia, Germania, Grecia, Italia, Polonia, Spagna e Regno Unito. Tra il 2007 e il 2014, in Italia è calata di oltre 20 punti percentuali la popolarità dell’Europa, crollata al 46%. Solo i greci sono più delusi da Bruxelles, con il 34%. Ma appena il 9% da noi crede che l’allargamento dell’Unione abbia rafforzato l’economia. Persino ad Atene, lo pensa il doppio, cioè il 17%. Numeri ancora più espliciti riguardo all’euro: nei sette grandi Paesi, malgrado la crisi, l’appoggio alla moneta comune resta forte, tranne per l’Italia. In Germania, solo il 27% vorrebbe tornare al marco e il 72% è favorevole all’euro. Numeri simili in Grecia (26% pro-dracma e 69% pro-euro), Spagna (29% vorrebbe il ritorno della peseta e 68% pro-euro) e Francia (il 36% sogna il ritorno del franco e il 64% apprezza l’euro. Invece in Italia appare divisa in due: i nostalgici della lira sono addirittura il 44%, e solo il 45% apprezza l’euro. Un crollo, se pensiamo che appena cinque anni fa, i fans dell’euro in Italia erano il 64%. Secondo la Pew è la prima volta che la popolarità dell’euro cala sotto il 50% del campione in uno dei grandi Paesi dell’Unione. Alla domanda se l’Unione abbia fornito abbastanza aiuto ai Paesi in crisi, i più scettici sono i greci, che dicono di no per il 74%, seconda l’Italia con il 53%. Molto meno critici gli spagnoli, 35% e i polacchi con il 32%. Di contro i tedeschi, (43%) i francesi (39%) e gli inglesi (31) sono in testa tra chi pensa che Bruxelles abbia ecceduto in questi aiuti finanziari. Quasi tutti questi Paesi, in maggioranza, non sono contenti di come l’Unione agisce e risponde ai loro bisogni. Ma anche in questo caso, il livello di frustrazione e’ molto diverso: in testa la Grecia con un 85%, segue l’Italia con il 77%, attorno al 60% Francia, Spagna e Regno Unito, meno critici i tedeschi con il 53% e la Polonia con il 49%. Infine, secondo il sondaggio più o meno tutti i Paesi ritengono di contare poco in Europa: solo il 28% pensa di essere ascoltato dalle istituzioni di Bruxelles. Ma l’inchiesta mostra un dato ancora più preoccupante, riguardo la capacità dei singoli cittadini di contare all’interno dei propri Paesi. Qui la media è del 40%, ma se i francesi sono i più fiduciosi di poter influire sul governo di Parigi, gli italiani sono i più scettici, solo il 17% di loro crede che la loro voce sia ascoltata dai palazzi romani. Quanto all’immigrazione, anche qui, greci e italiani sono in testa tra chi vede questo fenomeno come un onere, un costo da ridurre, più che una risorsa. In particolare, l’Italia è la prima a vedere sfavorevolmente l’immigrazione rom, con l’85%, rispetto a un 10% di favorevoli. I più aperti a questa minoranza nomade, la Spagna (41% contrari, 56% favorevoli).