«Speziale libero, Marchionne dimettiti». La squallida provocazione dei cassintegrati Fiat di Pomigliano

Una provocazione sgradevole, assurda. “Speziale libero. Marchionne dimettiti” è lo slogan sulle maglie indossate da un gruppo di lavoratori del comitato di lotta dello stabilimento Fiat di Pomigliano (Napoli), che sta protestando davanti ai cancelli della fabbrica, per chiedere il ritorno al lavoro a tempo pieno per tutti, compresi gli oltre 300 operai in CIG da sei anni del reparto logistico di Nola. Su alcuni manifesti sistemati su uno striscione, i lavoratori hanno esposto uno striscione con un fotomontaggio in cui appare il corpo del capo ultra “Genny ‘a carogna”, la testa dell’ad della Fiat e la scritta “Marchionn… chi è ‘o carogn”, davanti all’ingresso 2, dove i manifestanti hanno urlato le loro richieste in occasione del cambio turno. «La nostra è una provocazione, per far capire il bluff dell’ennesimo piano Marchionne», affermano alcuni esponenti del comitato cassaintegrati e licenziati dello stabilimento fiat di Pomigliano. «In dieci anni ha presentato nove piani fallimentari – aggiungono i manifestanti – e l’ultimo è stato bocciato anche dalla borsa, che dopo poche ora dall’annuncio del piano, ha fatto crollare i titoli. Il comitato, in relazione alle gravissime condizioni economiche, produttive ed occupazionali di Pomigliano, dei 316 in CIG da sei anni del reparto logistico di Nola, e dei 700 dell’ex Ergom di Napoli, metterà in campo tutte le iniziative di lotta per ripristinare diritti e democrazia».