Sos carceri, Napolitano: situazione insostenibile, è urgente rimediare e ripensare le pene

Sos carceri. «È urgente porre adeguato rimedio alla critica, intollerabile situazione di sovraffollamento». Giorgio Napolitano è tornato sull’argomento con un messaggio inviato al capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Giovanni Tamburino, in occasione del 197 anniversario della costituzione del Corpo. Dopo aver ringraziato gli uomini e le donne della Polizia Penitenziaria per «il costante e generoso impegno che pongono nell’adempimento dei loro doveri istituzionali» il capo dello Stato ha puntato i riflettori sulla cronica emergenza del sovraffollamento e delle condizioni carcerarie. «Sono certo che il continuo sforzo di aggiornamento, lo spirito di servizio e il profondo senso dell’istituzione agevoleranno l’utile impiego anche nell’ottica di un ripensamento del sistema sanzionatorio e di una rimodulazione dell’esecuzione della pena, indispensabili per superare la realtà di degrado civile e di sofferenza umana riscontrabile negli istituti». Il terreno è minato e le reazioni del mondo politico non tardano. «C’è un sovraffollamento delle carceri e ci sono condizioni di disumanità, è vero, ma la nostra posizione è chiara: la risposta sono le nuove carceri, non la scarcerazione – ha detto il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia – la parte debole del sistema non è rappresentata dai carcerati ma dalle vittime di violenza o di omicidi. Le pene siano scontate in carcere e la funzione riabilitativa si fa con carceri nuove, ed usando, ad esempio, le caserme del demanio: escluse quelle nei centri delle città, le atre vanno dedicate a microstrutture per reati minori». Per il democrat, Edoardo Patriarca, invece, vanno incrementate le misure alternative. «Alla pena della detenzione non sovrapponiamo la pena del sovraffollamento – ha concluso – l’Europa ha già bocciato lo stato delle nostre carceri e l’eccessivo numero di detenuti in attesa di giudizio». Il prossimo 28 maggio scadrà il termine impostoci dall’Europa per risolvere il sovraffollamento delle nostre carceri. La Ue chiede una soluzione valida o imporrà una penale. Alla cerimonia non ha partecipato il Sappe (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria) che chiede un cambio ai vertici del Dap e annuncia un sit in di protesta per il 20 maggio. Critico con la cerimonia autoreferenziale (che si svolge «ancora una volta, nel chiuso dell’Aula Magna della Scuola di Formazione della Polizia Penitenziaria intitolata a Giovanni Falcone») che sembra più l’Annuale del Dap che non la Festa nazionale del Corpo di Polizia Penitenziaria, il Sappe spiega di aver preferito differire ad altra data una manifestazione di protesta «che si rende assolutamente necessaria visto lo stallo nel quale il Corpo e l’Amministrazione si trova da troppo tempo».