Sinistra pacifica? Sono oltre 40 i fermati per gli incidenti provocati dai centri sociali al comizio di Renzi

Sono oltre quaranta i fermati dopo le contestazioni violente dei centri sociali che hanno rovinato la festa di Renzi a piazza del Popolo scatenando tafferugli con i militanti del Pd. Poco dopo l’inizio del comizio del premier, infatti, alcune decine di estremisti di sinistra tra la folla hanno cominciato a intonare cori e lanciare insulti contro Renzi. E tra questi è spuntata anche una bandiera No Tav. Mentre l’ex rottamatore invitava a non cedere alle provocazioni, i contestatori (attivisti dei movimenti di lotta per la casa e militanti dei centri sociali più violenti della Capitale) hanno cercato di esporre uno striscione sotto il palco. Immediata la reazione del servizio d’ordine del Pd (che certo non è più quello del vecchio Pci) e, quando i militanti del partito hanno cercato di allontanare i “compagni che sbagliano”, sono partiti spintoni, calci e pugni. In poco tempo sono intervenuti gli agenti della Digos per fermare i contestatori, alcuni dei quali intercettati anche tra via del Corso e la stessa piazza. I manifestanti sono stati poi portati al commissariato Trevi per essere identificati. In terra è stato anche trovato un pugnale con una lama di diversi centimetri che non si esclude possa appartenere proprio a uno dei fermati. La polizia avrebbe sequestrato anche uno striscione. Nelle prossime ore, dunque, potrebbero scattare delle denunce. Solo due giorni fa due leader del movimento di lotta per la casa erano stati arrestati dopo una conferenza stampa in piazza Montecitorio sul corteo dello scorso 12 aprile nella Capitale, dove in via Veneto avvennero duri scontri con le forze dell’ordine. «Contestazioni pacifiche al comizio di @matteorenzi? La Digos ha in mano 1 pugnale trovato a terra durante i tafferugli. E non era giocattolo» è il tweet indignato di Roberto Giachetti, candidato del Pd e vicepresidente della Camera.