Si risparmia persino sul pane. Nonostante i “consigli per gli acquisti” della Picierno

I dati sono pietre. Quelli che continua a sfornare l’Istat, sono macigni. Massi giganteschi che rotolano verso Palazzo Chigi e rischiano di seppellire il giovane alchimista fiorentino con tutta la sua corte di apprendisti stregoni. Se non fosse drammaticamente seria, la questione farebbe pure ridere. Senonché di mezzo c’è la sofferenza crescente di un popolo. Il nostro popolo. Uomini e donne, famiglie intere che faticano sempre di più ad arrivare alla quarta settimana del mese. Il punto è che, secondo le rilevazioni effettuate dal nostro istituto di statistica, nello scorso mese di marzo c’è stato  un vero e proprio crollo delle vendite al dettaglio di generi alimentari. Meno 6,8 per cento. Un dato enorme, addirittura sconvolgente se solo si pensi che di alimenti si tratta, cioè di generi di necessità. Di prima necessità. La spesa delle famiglie italiane subisce una contrazione che non ha eguali. Un segnale inequivocabile delle enormi difficoltà in cui ci troviamo. La Federconsumatori non ha dubbi: il crollo della vendita di cibo è un vero e proprio grido di allarme. La riduzione dei consumi per ogni famiglia è stimata in ben 376 euro annui. Una botta di 9,4 miliardi in meno per l’intero settore. Grande distribuzione e  discount compresi. Un brutto, bruttissimo segnale per il giovane Renzi e per le sue reiterate ciance sulla ripresa che è già presente e sul peggio che già è passato. E un pessimo segnale anche per la demagogia spicciola e creativa messa in mostra recentemente dai suoi pretoriani. A cominciare da quella giuliva Pina Picierno, capolista renziana alle europee nella circoscrizione Sud, che con la levità di chi la tavola l’ha sempre trovata ben apparecchiata si è prodotta recentemente in un vero e proprio tour per spiegare a tutti noi poveri scemi che con gli ottanta euro di bonus del governo non una, ma addirittura due settimane di spesa al supermarket ogni famiglia potrà fare. Proprio così. La giovane democratica, ex demitiana, ex veltroniana, ex franceschiniana, in attesa di volare a Bruxelles per grazia di capolistato ricevuto e magari diventare, tra poco, anche ex renziana ha inondato le platee televisive di ogni fascia oraria con sorrisetto furbetto e scontrino al seguito. Scontrino che molte famiglie italiane le  avrebbero volentieri fatto ingoiare.