Sembra uscito da un film di Zalone: è il candidato grillino dalla faccia più buffa delle elezioni

«Dopo una certa età ognuno è responsabile della sua faccia», scriveva Albert Camus senza alcun filo di ironia. Una pregiudizio dettato dalla fisiognomica, che seguiva quasi la dottrina lombrosiana secondo la quale l’affidabilità delle persone sarebbe stata indicata dai loro connotati. In campagna elettorale, con i manifesti elettorali che imperversano su tutti i cartelloni della penisola e con i volti di candidati che avrebbero scatenato la curiosità scientifica di Cesare Lombroso, di materiale ce n’è a bizzeffe. Chi ha vinto, finora (e con grande distacco dagli altri) è Nicola Zifarone, candidato per il Movimento 5 Stelle al Comune di Venosa. Una foto che sembra una caricatura di un film comico di Checco Zalone o quella di un attore di una sit com americana, quella dove c’è il nerd che cerca di sedurre invano la reginetta della festa. Eppure il personaggio è realmente esistente. Non è una trovata della Casaleggio e associati o una provocazione di Beppe Grillo.

Zifarone, 33 anni, professione commerciante, è diventato involontariamente l’eroe comico della Rete e delle pernacchie virtuali dei social network. Un volto così buffo, in una posa tanto improponibile da scomodare persino il commento di Leonardo Pieraccioni che, in purissimo dialetto toscano ha commentato sulla sua bacheca Facebook. «Darei sei mesi di galera al tipografo che ha stampato il manifesto, magari dicendogli: “Tranquillo, Nicola, sei venuto benissimo”». La cosa buffa è che, in effetti, ad andare a vedere tutte le altre foto su Facebook del candidato al comune di Venosa, si finisce per rivalutare quella del manifesto. Insomma, il povero Zifarone non ha certo dalla sua la dote della fotogenia. Certo, nell’era dell’immagine, quel viso talmente buffo da sembrare finto non passa inosservato, soprattutto considerando che il candidato (secondo i dettami del Movimento di Grillo) dovrebbe essere stato democraticamente indicato dalla Rete. Nel M5S lucano c’è perfino chi, per solidarietà, ha postato la foto del compagno di partito preso di mira, in una sorta di «Siamo tutti Zifarone». Chissà se qualcuno di loro avrà letto George Orwell che, non solo aveva messo in guardia da certe derive della politica ma sul tema la pensava esattamente come Camus. Eppure un altro intellettuale britannico, Oscar Wilde, sul tema era stato ancora più categorico: «Solo i superficiali non giudicano dalle apparenze».