Scelta civica è ormai liquefatta. C’è chi bussa alla porta di Renzi ma anche chi pensa a trovare collocazione nel centrodestra

Il bastian contrario Pippo Civati non si smentisce. È forse l’unico rimasto a remare contro Matteo Renzi e, uscendo dalla direzione del Pd, conferma che il possibile ingresso di parlamentari di Scelta civica nel partito democratico è ormai più di un’ipotesi. “Se n’è parlato – commenta – e se questa è la direzione del Pd io guardo dall’altra parte”. Che dentro Scelta civica vi sia grande confusione e anche rassegnazione dinanzi alla bocciatura decretata dall’elettorato lo conferma del resto la stessa segretaria reggente, da poche ore dimissionaria, Stefania Giannini, che è anche ministro dell’Istruzione: “Ho invitato i colleghi a non prendere decisioni affrettate – afferma a proposito della scelta di entrare nel Pd che alcuni stanno meditando – sono questioni che vanno metabolizzate e questo partito montiano ha subito di tutto. E ciò forse non è indifferente ai fini anche di quanto viviamo in questi giorni. Quindi un po’ di calma, un po’ di meditazione non credo che nuocciano”.

A proposito delle sue annunciate dimissioni, Giannini ha ribadito che in questi casi, “chi è al timone di una barca, per piccola che sia, deve assumersi tutte le responsabilità, fino in fondo, anche se le scelte fatte sono state tutte condivise”. Se Giannini non si sbottona, anche perché è in attesa di sapere se le voci sulla sua sostituzione a viale Trastevere corrispondono al vero oppure no, la proposta di salire sul carro renziano del è arrivata chiara e netta dal capogruppo alla Camera Andrea Romano. Del resto le analisi sui flussi elettorali alle europee parlano chiaro: il Pd ha quasi totalmente prosciugato lo spicchio di elettorato che faceva capo a Mario Monti. Ma non tutti in Scelta civica sono d’accordo: alcuni deputati come Gianfranco Librandi e Diego Causin guardano invece al centrodestra come perimetro naturale nel quale trovare collocazione. Da parte sua Matteo Renzi sa bene qual è la posta in gioco: l’arrivo dei moderati di Scelta civica a largo del Nazareno rafforzerebbe la sua operazione di disancoraggio dalla tradizione di sinistra del partito che guida ormai senza più dissenso interno. Solo un aiutino, ma da non buttare via.