Rissa fra ultrà: una sola pistola ha sparato, sempre gravissimo il tifoso del Napoli

In quella che è una situazione investigativa ancora in via di definizione, in cui i rumors e le indiscrezioni giornalistiche si affastellano in modo contraddittorio a quelli che sono i riscontri e i convincimenti degli inquirenti, c’è una sola, drammatica certezza: le condizioni di Ciro Esposito, il tifoso napoletano vittima dell’agguato ultrà di sabato scorso fuori lo stadio Olimpico, versa in gravi condizioni al policlinico Gemelli di Roma. Le sue condizioni sono stazionarie, recita l’ultimo bollettino medico. «Ciro è molto grave», spiega la mamma Antonella Leardi. Il ragazzo di Scampia è tenuto in coma farmacologico a protezione degli organi, anche considerato che finora ha già subito due interventi chirurgici, uno alla colonna vertebrale e uno all’addome. Sta combattendo la sua battaglia per la vita, Ciro Esposito, mentre gli organi inquirenti quella alla ricerca della verità di quel pomeriggio di sangue e follia. Fermi nelle acquisizioni fin qui ottenute. Tanto che sia il questore di Roma Massimo Maria Mazza che la Procura non hanno avuto dubbi nel confutare con risolutezza l’ipotesi, sostenuta dai quotidiani Il Messaggero e Il Mattino, secondo la quale in quei concitati momenti di sabato potrebbe aver sparato anche una seconda pistola durante lo scontro a fuoco che ha portato al ferimento del tifoso del Napoli. Una possibilità avanzata, sembrerebbe, in base alle rivelazioni di un testimone, il quale avrebbe riferito di aver visto «un altro uomo che sparava», precisando che «aveva il casco». «È stata ritrovata una sola pistola e, a quanto ci risulta, è l’unica arma con cui sono stati esplosi i colpi. Tutto è contenuto nell’informativa che abbiamo reso alla Procura», ha prontamente dichiarato il questore Mazza. Parole a cui hanno fatto eco quelle della Procura di Roma, che ha smentito categoricamente l’ipotesi «che ci sia riscontro alcuno negli atti e allo stato delle indagini in corso, circa l’esistenza di una seconda pistola che avrebbe fatto fuoco sabato». Di più: «La notizia di una seconda arma – ha precisato la Procura di Roma – è destituita di fondamento, e rischia di interferire negativamente sulle indagini in corso e sulle delicate determinazioni che dovranno essere assunte in giornata». Già, perché è in programma l’udienza di convalida per Daniele De Santis, l’ultrà romanista che per la Procura ha sparato, e i tre supporter napoletani feriti, ma che hanno partecipato alla rissa prima degli spari, ovvero Ciro Esposito, Alfonso Esposito e Gennaro Fioretti. La Procura di Roma ha chiesto l’emissione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere per tutti ad eccezione, alla luce delle condizioni di salute, di Ciro Esposito. Per De Santis l’accusa resta di tentato omicidio, ai napoletani, invece, viene contestato il reato di rissa.
Infine, salgono le preoccupazioni per l’incontro di campionato tra Roma e Juventus di domenica: l’allerta è alta, e le disposizioni per la sicurezza puntano a blindare l’Olimpico; a organizzare corridoi distinti per entrare e uscire dallo stadio, e a istituire dei presidi nei punti nevralgici di raccolta dei tifosi. Sperando che quanto accaduto alla finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina non torni a ripetersi più.