Rimbocchiamoci le maniche e lottiamo per il futuro di Alitalia

Alitalia, senza un alleato, rischia di non avere un futuro. Ecco il motivo per cui siamo convinti che un’alleanza con Etihad possa rappresentare un’occasione importante da sfruttare a vantaggio dei lavoratori e dell’intera industria del trasporto aereo del nostro Paese, ma che in nessun modo dovrà ricadere sulle spalle del personale della compagnia, che da tempo attendono risposte.

Per questo motivo stiamo lavorando, con forte senso di responsabilità, al fine di raggiungere un’intesa che sia sostenibile per tutte le parti in causa. Vero è che al momento la discussione si articola su un rincorrersi di indiscrezioni, di parole fumose, mentre nel dettaglio ancora non è stato presentato nulla di concreto ai sindacati. Confidiamo però su quella che potrebbe rappresentare una grande opportunità per un Paese in cui la grave crisi economica continua, purtroppo, a colpire in maniera drammatica l’economia e conseguentemente l’occupazione.

Etihad è in grado di darci ciò che a noi manca, ovvero capitali e mezzi. L’Italia, d’altro canto, mette a disposizione le proprie professionalità e il proprio mercato, che attualmente si attesta al settimo posto a livello mondiale. E’ dunque un’alleanza che potrebbe davvero funzionare, soprattutto per rilanciare le infrastrutture aeroportuali e rendere così più efficienti i collegamenti sul territorio nazionale, senza i quali non possiamo sperare di tornare a crescere.

Il punto focale è che la questione Alitalia va inserita in un contesto più generale di rilancio del sistema Paese: un’occasione unica per dimostrare che siamo in grado di alzare la testa e puntare ad un’alleanza internazionale, con un partner importante, contando in primis sulle nostre risorse. Tutela dell’occupazione e rilancio della competitività dovranno essere le parole d’ordine, anche regolamentando i finanziamenti alle low- cost e mettendo un freno a quell’eccessiva libertà che caratterizza l’attività di queste compagnie e che si è dimostrata in parte responsabile della crisi industriale del settore.

I problemi finanziari dovranno ovviamente essere gestiti e risolti, ma per l’Ugl resta fondamentale  difendere quel valore in più che l’Italia può offrire, ovvero l’alta professionalità dei lavoratori, sui quali non può e non deve ricadere nuovamente il peso di questa fase difficile.

*Segretario generale Ugl