Peggiorano le condizioni di Ciro Esposito: il tifoso del Napoli è stato nuovamente intubato

La vita di Ciro Esposito, il tifoso del Napoli ferito al torace negli scontri di sabato 3 maggio a Roma e ricoverato in rianimazione al Gemelli, torna ad essere appesa a un filo. Le sue condizioni sono peggiorate nuovamente. Lo riporta il bollettino medico diramato questa mattina dal Policlinico. «Dopo l’iniziale miglioramento ottenuto nei giorni scorsi, il riaccendersi di un impegno respiratorio accompagnato da febbre e leucocitosi ha imposto il ripristino della ventilazione artificiale meccanica, della dialisi e della sedazione». «Già sabato sera aveva la febbre a 39 gradi, di lì lo spettro di un’infezione – ha raccontato domenica papà Giovanni al Messaggero – ma ora l’hanno di nuovo trovato intubato. Il primario non c’era, solo dopo ci hanno informato della situazione. I valori comunque sono tornati stabili». Dopo le prime frasi pronunciate la scorsa settimana con cui iniziava a descrivere le fasi concitate del raid, la vita di Ciro è tornata così a dipendere dalle macchine dell’ospedale. «Ciro è ancora molto confuso per l’effetto dei sedativi – ha spiegato Simona, la fidanzata 25enne – non riesce a ricordare tutto quello che ha fatto la settimana prima dell’incidente. Però ha paura dei poliziotti, appena sente il bip dei macchinari si agita, ha capito che gli hanno sparato. E forse preferiscono tenerlo addormentato anche perché non si innervosisca troppo. Lo spero in cuor mio». La madre non si rassegna: «Adda passà a nuttata. Deve passare questo periodo nero. E pensare che qualche giorno fa pensavo che mio figlio stesse uscendo da un incubo. Vederlo di nuovo intubato e sedato, mi fa tornare indietro nel tempo». A parlare del peggioramento delle condizioni di salute di Ciro è anche lo zio Vincenzo Esposito. Intervenuto a Radio Crc ha spiegato che «nonostante il crollo di domenica, il fisico di Ciro reagisce bene. È stato intubato e i medici dicono che la situazione è ancora grave. A nostro favore, però, c’è la resistenza di Ciro. Non si può dire che è fuori pericolo, siamo ancora nella fase in cui il problema permane, ma Ciro reagisce».