Pediatra in manette per aver abusato sessualmente di un minore

Recidivo, con alle spalle una condanna in via definitiva a 8 mesi nel 2006 per detenzione di materiale pedopornografico relativo a una vicenda che risale al 2000, che incredibilmente esercitava la sua professione di pediatra: un quadro che rende ancora più inaccettabile – se mai fosse possibile – l’accusa di violenza sessuale subita da un paziente di appena 12 anni ad opera di un medico cinquantaquattrenne arrestato dalla polizia di Milano. Un’imputazione grave a cui si aggiungono anche quelle di detenzione e produzione di materiale pedopornografico, e di atti persecutori compiuti ai danni della giovane vittima, tempestato di sms dal professionista ora in manette. L’uomo, secondo quanto riferito in seguito ai primi accertamenti, lavora in una clinica del centro di Milano, che è risultata estranea ai fatti. E ora, dopo il fermo, le indagini si allargano a più ampio raggio: il sospetto, inquietante, è che il medico, in virtù della sua professione, abbia abusato anche di altri pazienti. Gli agenti lo hanno sottoposto a fermo dopo la denuncia dei genitori del bambino, presentata a fine marzo. Il bambino era in cura dal professionista in qualità di psicoterapeuta, nonostante non avesse tale specializzazione. I genitori si erano affidati a lui nel 2010 (su consiglio di un conoscente), per aiutare il figlio a superare dei problemi scolastici e di apprendimento. Poi però, alcuni mesi fa, madre e padre si sono accorti di un cambio repentino nel comportamento del bambino, e così hanno cominciato ad insospettirsi: hanno prima chiesto informazioni agli insegnanti, poi hanno notato gli sms del medico sul cellulare del figlio, e infine hanno scoperto pure che le presunte sedute avvenivano persino in centri commerciali. Successive intercettazioni e l’audizione protetta del minore hanno incastrato il medico, che è sospettato di aver agito in maniera seriale. Non a caso, peraltro, durante la perquisizione del suo appartamento nell’hinterland milanese, gli agenti hanno trovato sul computer del pediatra una decina di foto stampate e molti file: materiale che ha convinto il gip Guidi della pericolosità dell’uomo e dunque a convalidare l’arresto disponendo la detenzione in carcere.