PAGINE DI STORIA/60 anni fa la disfatta francese a Dien Bien Phu fece iniziare la guerra del Vietnam

Dien Bien Phu: questo nome non dirà nulla alle giovani generazioni, ma fu in questo villaggio nel nordovest del Vietnam (allora si chiamava Indocina) che tutto iniziò. Era il 7 maggio del 1954 quando le truppe del Corpo di spedizione francese in Estremo Oriente si arresero alle forze indipendentiste del generale Giap, comandante dei Vietmin. L’Indocina era colonia francese dalla seconda metà dell’Ottocento, ma i primi missionari vi erano arrivati un secolo prima. I commercianti europei sfruttavano di quelle zone le risorse naturali, come ad esempio il caucciù. Alla fine della Seconda Guerra Mondiale i giapponesi strapparono per un brevissimo periodo quella regione alla Francia, che però nel 1946 la riprese per espressa volontà di De Gaulle. Ma nel frattempo il movimento marxista internazionale aveva acquistato alla sua causa Ho Chi Minh,  futuro padre della patria vietnamita, che già nel 1941, dopo aver trascorso alcuni anni a Mosca e in Cina, aveva fondato la Lega per l’indipendenza del Vietnam, di ispirazione comunista, che poi egemonizzò tutta la lunga e tormentata vicenda della futura “tigre” del Sudest asiatico. Ma, come si diceva, i germi dell’indipendenza erano già vivi negli anni Quaranta del secolo scorso, e laFrancia si trovò ad affrontare una dispendiosa guerriglia coloniale che terminerà solo nel 1954, appunto con la disfatta di Dien Bien Phu. Fu una pagina trista nella storie delle truppe francesi e in particolare dei paracadutisti, che in Indocina si erano distinti per coraggio ma certamente non perfortuna. Anche perché le forze Vietmin disponevano di cinquantamila soldati e quelle di Parigi di diciottomila. Vi furono circa diecimila morto, per la maggior parte vietnamiti, ma la sconfitta della potenza coloniale segnò anche i negoziati, che si stavano tenendo a Ginevra, sul futuro dell’Indocina. E due mesi dopo la battaglia, a luglio, l’accordo di Ginevra impose alla Francia di ritirare tutte le sue truppe dall’Indocina e stabilì la provvisoria divisione del Paese in due, sul 17°parallelo: al nord si formò la Repubblica democratica del Vietnam, retta dai Vietmin, e al sud uno Stato governato dall’ex imperatore, che però già dopo un anno fu detronizzato da Diem, che si autoproclamò presidente. Divisione provvisoria, perché il destino del Vietnam sarebbe stato deciso dalle elezioni generali del 1956. Che però non si tennero mai. Si diceva dei parà. Nel novembre del 1953 i francesi avevano deciso, per avvilire ogni pulsione indipendentista e per giocarsela al tavolo dei negoziati, già avviati, di sferrare una grande offensiva proprio nella regione di Dien Bien Phu. Fu chiamata Operazione Castor, nel corso della quale furono paracadutati vicino Dien Bien Phu ben tremila paracadutisti, che poi ricevettero l’appoggio di altri diecimila soldati composto da algerini, marocchini, nativi Thai nonché di legionari. Ma i Vietmin, in capo a pochi mesi, si concentrarono tutto attorno al presidio dei francesi, che frattanto avevano costruito anche un campo di atterraggio. A causa di dissidi nel comando francese, poi, si commisero una serie di errori che portarono alla famosa disfatta. Secondo gli esperti, l’errore capitale fu questo: i francesi, anziché “ripulire” e “bonificare” le colline circostanti, scavarono trincee, costruirono bunker, casematte, fortificazioni di ogni genere, dove si sentivano al sicuro. Ma non avevano fatto i conti con l’abnegazione dei Vietmin, che per settimane avevano trasportato a spalla tutta l’artiglieria pesante ricevuta dai cinesi sulle colline vicine, e così nella notte del 13 marzo una tempesta di fuoco si abbatté sull’avamposto francese. L’artiglieria Vietmin era fuori portata e nei giorni successivi i francesi si trovarono letteralmente assediati dai nemici. Il genio di Giap era consistito nel portare i “pezzi” attraverso boschi che gli europei avevano segnato come impenetrabili. Malgrado l’eroismo dei francesi, in due mesi la situazione peggiorò, fino a quando anche i monsoni aiutarono gli assedianti. La fine la scrissero gli uomini della Legione Straniera, per la maggioranza parà, comandati dal colonnello Lalande, rifiutarono di arrendersi e furono uccisi tutti durante una sortita. I prigionieri, moltissimi, furono costretti a una marcia forzata di 400 chilometri che ne assottigliò le fila. Gli altri furono poi curati dalla Croce Rossa per poi essere avviati in campi di prigionia. Dopo l’accordo di Ginevra, come detto, il Vietnam si divise nel Nord comunista e nei Sud filo occidentale. A quel punto iniziò la gara internazionale per l’intero Vietnam. Ma questa è un’altra storia. Nel 1992 alla battaglia fu dedicato un film omonimo dal regista francese Pierre Scohendoerffer, che a quella battaglia partecipò.