Nel mondo dello spettacolo non digeriscono il “premier toscanaccio”: rimane un boy scout

Il partito dei vip, dei radical chic, della “gente che piace alla gente che piace” è in profonda crisi di identità. A differenza dei suoi predecessori, Matteo Renzi non potrà più contare infatti sui massicci endorsement di intellettuali e gente di spettacolo, che regolarmente si mobilitavano alla vigilia di ogni elezione fin dai tempi del Pci, per poi passare al Pds, ai Ds e approdare infine al Pd. La legione circense ora tace. O, se parla, dice cose sgradite al segretario dem. Oggi nei salotti e nei camerini impazza la moda grillina, a partire da Dario Fo. Clamorosa è la conversione al M5S di gente come Corrado Guzzanti, Fiorella Mannoia, Giorgia, Fabrizio Moro, Rosita Celentano, Pino Scotto. Che l’aria stesse cambiando lo si è capito già con il Concertone del Primo Maggio, durante il quale il premier è stato duramente contestato dal palco da quel “lord” di Pelù, che ha definito Renzi «il non eletto, il boy scout di Licio Gelli». Sono lontani i tempi delle passerelle veltroniane, quando star e starlette si facevano vedere ai comizi e agli aperitivi o troneggiavano nelle prime file delle sale dei convegni. Dove sono oggi la pasionaria Sabrina Ferilli,  i menestrelli Jovanotti e Ligabue, il letterato Baricco? E Nanni Moretti che fa, dove s’è rintanato? Un assordante silenzio arriva dai salotti, dai set, dai palcoscenici. Magari continueranno a votare a sinistra, però non si mettono in mostra, non si mobilitano, non lanciano appelli come nel tempo che fu. Della vecchia legione circense è rimasto sul campo uno sparuto manipolo di pasdaran, composto dai fedelissimi Alba Parietti e Francesco Guccini. E poi c’è Prandelli, ma più per un fatto di fioerentinità e di amicizia con Renzi che per motivi strettamente politici.

Che cosa è accaduto? Innanzitutto il fatto che star, starlette e vip vari non avranno sicuramente gradito l’annuncio di Renzi di tagli al bilancio Rai. E si sa che sono sempre dolori quando è nell’aria la riduzione della greppia per intellettuali e vedettes. Poi c’è il fatto che il premier, nonostante dichiari il contrario, non si è rivelato alla fine tanto “cool”. Non ha l’eloquio felpato e buonista di un Veltroni (che a suo tempo impazzò nei salotti) oppure il profilo post-leninista di un D’Alema, con quel baffo che viene da lontano. L’aria del “toscanaccio” insolente alla fine non sfonda. E nessuno come i vip ha le antenne giuste per cogliere gli umori popolari. Alla fine appare più di moda Grillo, che peraltro è anche un “collega”. Chimiamola empatia, feeling, immedesimazione o come vogliamo,  ma rimane il fatto che, per tanti uomini e donne di spettacolo, vedere uno scalmanato che dal palcoscenico riesce a spostare milioni di voti non può che destare una profonda ammirazione. È in fondo quello che tanti attori e cantanti hanno sempre sperato di realizzare senza mai riuscirci.

Resta da dire dei vip che hanno fatto endorsement per i partiti del centrodestra. Anche in questa occasione delle Europee sono pochi, come del resto è sempre stato, fin dal dopoguerra, quando il Pci riuscì a mettere le mani sulle patrie lettere e sull’industria culturale. Ricordate la terribile accoppiata De Sica-Zavattini?  O Gian Maria Volonté? O Stefania Sandrelli? Erano tutti nella schiera che intonava  inni alle “magnifiche e progressive” sorti della sinistra. Gli artisti di destra erano pochi, ma non perché la destra non amasse la cultura e lo spettacolo, semplicemente per la forza di intimidazione esercitata dagli apparatnik del cinema e dell’editoria. Basterà dire che il grande Aldo Fabrizi solo in tarda età, e quando la sua carriera era bella che conclusa, poté fare da testimonial ad Almirante e al Msi durante una trasmissione televisiva per la campagna elettorale del 1983. Sia detto per inciso, la forza di intimidazione continua ad agire, come ha sperimentato a sue spese Simone Cristicchi, che peraltro è di sinistra, ma che ha avuto l’ “imperdonabile” idea di mettere in scena uno spettacolo sulle foibe.

I personaggi famosi che si sono schierati con il centrodestra nella campagna elettorale sono Rita Dalla Chiesa e Fabrizio Bracconeri per FdI-An, Flavia Vento ed Enrico Beruschi per FI. Voterà per Forza Italia anche un altro famoso personaggio: il goleador della Nazionale Mario Balotelli. Speriamo che sia di buon auspicio per le Europee. E anche per i Mondiali.