‘Ndrangheta: confiscati beni per 2 milioni, un arresto per il sequestro lampo di uno studente

La Polizia di Reggio Calabria ha confiscato beni per due milioni di euro a Domenico Lo Giudice, 46 anni, ritenuto elemento dell’omonima cosca della ‘ndrangheta. La confisca è stata disposta dalla sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria. Lo Giudice è stato condannato per associazione di tipo mafioso ed intestazione fittizia di beni. La confisca ha interessato un’impresa nel settore del commercio all’ingrosso di alimentari e tabacchi. La richiesta di confisca è stata avanzata dalla Dda di Reggio Calabria. Domenico Lo Giudice, proprietario dei beni confiscati, è fratello del collaboratore di giustizia Antonino. La confisca trae origine dalle indagini condotte dalla Squadra mobile di Reggio Calabria e coordinate dalla Dda nei confronti di Lo Giudice che hanno consentito di accertare come lo stesso abbia costituito nel tempo attività commerciali, per lo più nel campo degli alimentari, funzionali agli interessi dell’omonima cosca, ricorrendo tra l’altro a prestanome. Domenico Lo Giudice era stato arrestato il 14 aprile 2012 dalla Squadra mobile di Reggio Calabria, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa per i reati di associazione di tipo mafioso ed intestazione fittizia di beni aggravata dal metodo mafioso. Per gli stessi reati lo stesso Lo Giudice è stato condannato a dieci anni di reclusione.
E, sempre in tema di ‘ndrangheta, un uomo di quarant’anni è stato arrestato dai carabinieri per il sequestro lampo di uno studente calabrese ventitreenne, figlio di un boss del clan Coluccio, che avvenne nel novembre scorso a Roma. Il giovane fu rilasciato qualche ora dopo. Dietro l’episodio l’ombra di una lotta tra clan per la gestione dello spaccio di droga. I carabinieri del Nucleo investigativo della Capitale hanno arrestato il quarantenne, anche lui di origini calabresi, con precedenti ma non per associazione mafiosa, eseguendo l’ordinanza di custodia cautelare in carcere. L’uomo avrebbe agito almeno con altri quattro complici, non ancora identificati. L’episodio del sequestro risale allo scorso 27 novembre, quando il giovane fu aggredito in strada in pieno giorno a Roma, nei pressi della sua abitazione nel quartiere Africano, da un gruppo di sconosciuti che lo caricarono di forza su un’auto allontanandosi. A dare l’allarme al 112 furono alcuni passanti che avevano notato la scena. Le indagini sono state condotte dal Nucleo investigativo di via in Selci, anche in considerazione della possibilità che la vicenda potesse essere maturata nell’ambito di uno scontro tra clan calabresi. Il clan Coluccio, infatti, attivo nella zona di Roccella Ionica in provincia di Reggio Calabria, è ritenuto una delle compagini calabresi più attive nella gestione del narcotraffico internazionale dal Sudamerica. I carabinieri ascoltarono il giovane dopo il suo rilascio e, nonostante la reticenza della vittima, i carabinieri sono riusciti a identificare uno dei rapitori. L’uomo è stato rintracciato e arrestato a Maropati, in provincia di Reggio Calabria, con la collaborazione dell’Arma locale, ed è ora recluso nel carcere di Palmi.