Militante di CasaPound pestato a Parma: dovrà essere operato a un occhio. I testimoni: «Cinque contro uno»

Lo hanno aggredito in cinque contro uno, mentre aspettava la fidanzata davanti a un bar. È successo a Parma a un ragazzo di CasaPound, picchiato per la sua appartenenza politica. «Dovete andare via da questo quartiere, fasci di m…», gli è stato urlato durante il pestaggio,

avvenuto all’ora dell’aperitivo, quando il bar, l’Hub café, era pieno di gente. Non a caso i testimoni sono numerosi e confermano che si è trattato di un’aggressione brutale, a calci e pugni. Il ragazzo è stato soccorso dall’ambulanza e sono stati i sanitari a chiarire che dovrà essere sottoposto a un’operazione all’occhio. I cinque  picchiatori, secondo quanto ricostruito, sono tutti riconducibili al centro sociale Sovescio, che giusto sabato scorso è stato tra i protagonisti di un corteo antifascista, indetto contro CasaPound. «Respingiamo con forza questi rigurgiti fascisti», era lo slogan della manifestazione, presentata come corteo per la casa. «Tutto questo – ha commentato il responsabile di CasaPound Parma, Pier Paolo Mora – è il risultato di anni in cui questi personaggi sono stati coccolati dalle istituzioni locali e dalla nuova amministrazione e aiutati dalle autorità locali, come la questura che gli ha permesso di fare qualunque cosa nell’impunità totale». L’episodio è forse il più grave registrato negli ultimi giorni, ma non è isolato. A Portici, in provincia di Napoli, poche ore prima dell’aggressione di Parma, si era verificato un altro attacco contro esponenti di CasaPound. Stavolta, almeno, si è trattato “solo” di un atto vandalico, ma la vicenda la dice comunque lunga sul modo di agire dell’ultrasinistra: è stata danneggiata la macchina dei genitori di un militante. «Casapaund (proprio con a, ndr)», è stata la scritta tracciata a bomboletta sulla fiancata, tanto perché fossero chiare le ragioni del gesto. «Il coraggio di chi se la prende con la macchina dei miei genitori (una macchina di 15 anni, mica un suv come c’hanno loro, i bravi proletari), giusto perché non può difendersi…», è stato il commento del ragazzo alle foto postate su facebook.