Milano, i tassisti passano dalle (male) parole ai fatti: aggrediti due autisti del servizio “Uber”

Passano dalle (male) parole ai fatti i tassisti milanesi decisi a impedire fisicamente e ad ogni costo che i cittadini possano servirsi liberamente di mezzi alternativi per spostarsi in città. E dopo la sospensione del servizio di taxi, una sorta di “sciopero bianco”, stanotte hanno deciso di farsi giustizia da soli, come se Milano o l’Italia fossero il Far West dove conta il più forte e il più violento.
Non deve essere un caso se, nella notte, si sono succeduti, uno dopo l’altro, un paio di episodi di violenza, aggressione e prepotenza contro gli autisti del servizio Ncc le cui macchine possono essere prenotate attraverso l’applicazione Uber per cellulari, partita 4 anni fa da San Francisco grazie a una startup e poi sbarcata in Italia fra mille polemiche. La prima aggressione, come ha poi ricostruito la polizia, è avvenuta in piazza Duomo quando due tassisti hanno aggredito prima verbalmente e poi fisicamente un autista Ncc di Uber. L’uomo, un 51enne, è stato avvicinato  da due tassisti che l’hanno offeso e colpito con schiaffi. L’autista è riuscito a sottrarsi e ha tentato invano di investire uno degli aggressori in retromarcia. Poi è stato portato all’ospedale Gaetano Pini dove è stato giudicato guaribile in 5 giorni dopo aver fatto denuncia alla polizia.
Alle 2.40 sono stati due tassisti a litigare, come hanno riferito tre clienti appena scesi da una macchina in viale Arbe: appena finita la loro corsa, hanno visto arrivare un altro taxi dal quale sono scesi tre uomini che hanno cercato il bloccare il loro autista che invece è poi riuscito a ripartire. Alle 4.30 un uomo di 32 anni è salito a bordo di un’auto Ncc e si è fatto portare in piazza Duca d’Aosta: una volta arrivato a destinazione, il cliente si è qualificato come tassista e ha spiegato che non avrebbe pagato la corsa perché avvenuta su un’auto abusiva. L’autista dell’auto facendo marcia indietro lo ha investito e l’uomo è stato portato all’ospedale Niguarda con ferite leggere. Non è la prima volta che a Milano accadono liti di questo tipo tra tassisti e autisti del servizio Ncc: dopo lo sciopero delle auto bianche del 20 marzo, si erano verificate alcune aggressioni contro gli autisti che utilizzano il nuovo servizio concorrente di Uber.
Il servizio, che permette di prenotare un’auto con conducente via smartphone, utilizzando un’applicazione, il sistema di localizzazione e il pagamento con carta di credito, ha sollevato da subito le proteste della categoria dei tassisti che giudicano illegale e che temono di perdere clienti. A Milano la categoria protesta oramai da tre giorni e sarà ricevuta mercoledì dal ministro dei trasporti Maurizio Lupi.
Partito quattro anni fa a San Francisco grazie ad una start up fondata l’anno prima da Garrett Camp e Travis Kalanick, il servizio Uber è presente ormai in ottanta città di tutto il mondo, in Italia a Milano e Roma. Ha superato un miliardo di dollari d’incassi, continua a espandersi e a pensare ad una eventuale quotazione a Wall Street: al momento la valutazione si aggira su tre miliardi e mezzo di dollari.
Uber ha già ricevuto capitali freschi per 307 milioni di dollari e tra gli investitori c’è anche Google. L’azienda di Mountain View ha rafforzato negli ultimi tempi la sua collaborazione: Uber si è impegnata ad acquistare da Google le sue vetture “senza conducente”, al momento in fase di test, mentre l’ultimo aggiornamento dell’app di Maps annovera anche le vetture di Uber che compariranno tra i mezzi a disposizione quando si cerca un itinerario.
Il download dell’applicazione per smartphone è gratuito ed è disponibile sia per gli Phone, sia per i dispositivi con sistema operativo Android: quando si apre appare una mappa che visualizza la nostra posizione e quella delle auto con conducente più vicine. Viene calcolato il tempo di attesa previsto e per la prenotazione basta un click. Il pagamento avviene con carta di credito e una volta terminata la corsa si può lasciare un commento sulla qualità del servizio.
I prezzi sono di circa il 20 per cento superiori a quelli dei taxi, ma l’app è stata ben accolta dai giovani e da chi ha più dimestichezza con la tecnologia perché cambia il modo classico con cui ci si sposta all’interno delle città. Tra l’altro negli Usa sta sperimentando anche nuovi servizi, come quello delle consegne da pony express in bicicletta, sempre con lo stesso metodo di prenotazione via applicazione dal telefonino.
Alla crescente popolarità del servizio è conseguita un’escalation di proteste dei tassisti in diverse città europee e negli Usa. I taxi lamentano il mancato rispetto della legge che regola l’attività del noleggio con conducente differenziandola dalle auto gialle. In Belgio un tribunale ha messo al bando il servizio, mentre l’associazione di categoria di Berlino ha ottenuto una specie di provvedimento cautelare nei confronti dell’applicazione. Oltre ad Uber in Italia avanza anche il car-sharing. In particolare il servizio Car2go, grazie al quale prenotare “Smart” – è l’utente che deve guidarle, non c’è anche il conducente – tramite un’appplicazione, solo a Roma cresce al ritmo di 700 nuovi iscritti al giorno e ha appena stretto una partnership con i treni di Italo. Il servizio, che nel mondo conta circa 600 mila clienti, distribuiti in circa 25 città tra l’Europa e il Nord America, sta erodendo margini di mercato ai tassisti che, per lo stesso percorso, arrivano a chiedere sei-sette volte di più.