Merkel e Hollande incalzano Putin: «Nuove sanzioni se non toglie le truppe dal confine ucraino»

Angela Merkel e Francois Hollande, a Stralsund, in Germania, rivolgono un appello a Mosca, affinché «riduca in modo visibile» la presenza militare al confine con l’Ucraina. In particolare il disarmo delle truppe «renderà possibile all’Ucraina una rinuncia all’uso della violenza», si legge nella dichiarazione congiunta di Merkel e Hollande, nella quale si rivolge fra l’altro un appello a tutte le parti «a rinunciare ad azioni o a dichiarazioni provocatorie». Si chiede quindi che sotto l’egida dell’Osce, in Ucraina, inizi un disarmo di tutte le forze armate illegalmente, al più tardi a partire dal 15 maggio. «Se le elezioni presidenziali del 25 maggio in Ucraina dovessero fallire – prosegue la nota congiunta della Cancelliera e del presidente francese – saremmo pronti a nuove sanzioni contro la Russia». «Le elezioni devono tenersi sotto l’osservazione dell’Osce – si legge nella dichiarazione che presenta 5 punti ritenuti prioritari per la risoluzione della cirsi Ucraina – tutti i partiti sono chiamati a stare al fianco delle istituzioni ucraine nel processo elettorale e inviare osservatori». I candidati sono chiamati a «trovare un’intesa sul codice di comportamento» e «assicurare il rispetto» delle procedure durante la campagnab elettroale e dopo il voto.

La nota arriva all’indomani di quanto accaduto a Mariupol, nel sud dell’Ucraina, si sono verificati aspri scontri. Il bilancio è di 7 morti e 39 feriti. Lo fanno sapere le autorità sanitarie della regione di Donetsk. Venerdì pomeriggio il ministro dell’Interno ucraino, Arsen Avakov, aveva parlato di 21 morti, di cui ben 20 insorti. Nel corso dei combattimenti i separatisti filorussi avrebbero catturato anche il comandante della polizia di Mariupol, Valeri Androshchuk. Intanto i sette volontari della Croce Rossa di Donetsk rapiti la sera precedente dagli insorti filorussi sono già stati liberati, e uno di loro è stato ricoverato in ospedale. I rapiti erano arrivati nella sede della Croce rossa di Donetsk per portare del materiale sanitario, di cui i separatisti si sarebbero poi impossessati.