L’ex grillino Campanella attacca: «Il M5S sembra un libro di Orwell»

«Oggi il Movimento è diventato una struttura orizzontale nella quale con atti assolutamente autoritativi vengono fatte scelte metodiche di selezione di personale e che è soggetta a regole inaccettabili, sembra un libro di Orwell». È il duro  j’accuse di Francesco Campanella, uno degli “espulsi” dal M5S, contro il Movimento di Beppe Grillo. Campanella il 26 febbraio fu cacciato dal Movimento assieme ai senatori Luis Alberto Orellana, Fabrizio Bocchino e Lorenzo Battista. L’annuncio dell’espulsione arrivò direttamente da Beppe Grillo che soddisfatto comunicò che circa 30mila iscritti in streaming avevano votato per ratificare la delibera di espulsione dei quattro senatori M5s “dissidenti”. Da quel momento le tensioni si sono acuite all’interno del partito dei grillini. Il parlamentare, che ora è al gruppo misto del Senato, sottolinea come il Movimento «nell’ultimo anno abbia subito una forte radicalizzazione e opacizzazione, perdendo quelle caratteristiche di compostezza che aveva all’origine». «Io ho provato a cambiarlo dall’interno ma se ne sono accorti», spiega Campanella sottolineando però come il motivo per cui il consenso al Movimento cinquestelle resti alto e il fatto che “la domanda” che era alla sua base «esiste ancora e non viene avvertita da nessuno. Il Paese continua a chiedere cambiamento e Grillo senza avere una risposta perché non ne ha, lascia trasparire la possibilità di averne una e con questa vince». Campanella, intervenendo alla presentazione del libro A Sinistra, alla Camera dei deputati risponde poi ad una domanda sul suo possibile passaggio a Sel: «È la politica che determina gli spazi, non sono passi che si possono fare in una sola volta ma un superamento virtuoso del professionismo politico può essere la base di un ragionamento che può portare ad una sinistra unita».