L’Espresso riesuma i Nar per attaccare Lara Comi. Lei querela e chiede un milione di risarcimento

L’europarlamentare di Forza Italia Lara Comi ha dato mandato ai suoi legali di querelare l’Epresso.it  «al fine di essere risarcita di un milione di euro per il danno di immagine gravissimo a seguito di dichiarazioni destituite di ogni fondamento e diffamatorie», in relazione ad un servizio online dal titolo “Lara Comi e quelle amicizie pericolose”. Secondo il settimanale l’europarlamentare sarebbe “colpevole” di avere preso in affitto uno spazio in Corso Buenos Aires, senza aver badato al fatto che l’imprenditore Lino Guaglianone, negli anni Settanta segretario del Fronte della gioventù milanese, successivamente candidato alla Regionali per An e alla Camera per la Lista della Mussolini, abbia subito una condanna nel 1992. L’Espresso ha ripescato una sentenza per fatti avvenuti nel 1982 (condannato per avere fatto parte dei Nar) e un’indagine della Dia, in corso da un anno, per decretare la sentenza di condanna nei confronti di Guaglianone e, di riflesso, della Comi. L’altra “amicizia pericolosa”? La Comi si sarebbe fatta accompagnare nel suo tour elettorale in Liguria da Marco Scajola. Esponente di Forza Italia da evitare come la peste in quanto nipote di Claudio. Inoltre, da consigliere regionale Marco è stato «il più votato nel 2010 a Ventimiglia dove è più numerosa la comunità calabrese». Come a dire: dove c’è la comunità calabrese ci sono i voti della ‘ndrangheta. «Dall’Espresso.It infame sciacallaggio a orologeria e indegna caccia alle streghe», replica la Comi, che domanda: «Perché l’Espresso non si è mai occupato di me, del mio impegno concreto in politica e degli atti a livello europeo – tanti – portati avanti in 5 anni?». La Comi ha precisato che la somma richiesta «verrà interamente devoluta ad associazioni di beneficienza, per aiutare disoccupati e famiglie di poliziotti carabinieri vittime di violenza».