Le pagliacciate di Renzi si trasformano in miracoli. Gli basta fare ginnastica per diventare un santo

Ma se l’avesse fatto Berlusconi? O chiunque altro? L’ennesima pagliacciata, un allenamento in palestra alla Technogym, azienda per il fitness. Eccolo Renzi, cammina, arriva, va negli spogliatoi. Si fa fotografare con la maglietta gialla a maniche corte e i pantaloncini neri mentre fa ginnastica, sale sulla cyclette, prova altri attrezzi, sempre col sorriso stampato sulle labbra. E tutti i laudatores a sbavare,  quant’è bravo e quant’è bello. Poi parla, fa la parte del duro («non mollo di mezzo centimetro»), se la prende con «i gufi e i pagliacci», scatta un selfie con una candidata alle europee. E tutto si trasforma in un pacco regalo confezionato a uso e consumo della propaganda elettorale, con l’aiuto della stampa amica, pronta a mettersi in ginocchio per venerare il nuovo sant’uomo (un film già visto con Monti, quando all’inizio sembrava che trasformasse in oro tutto quel che toccava, salvo poi scoprirne il trucco). Renzi può fare qualsiasi cosa, andare dalla De Filippi e mettersi in mutande, per i grandi giornali, da sempre vicini alla sinistra, è giusto, è perfetto, è come la Scavolini di una volta, quella che era la cucina più amata dagli italiani. Anni fa Berlusconi fu fotografato assieme ai suoi amici storici mentre faceva footing: fu uno scandalo nazionale. Per non parlare di quando mise la bandana, poco ci mancò che lo condannassero alla fucilazione (guarda caso, anche Renzi è stato fotografato con una bandana ed è filato tutto liscio). Ma il massimo lo si ha con le proteste. Quando – in un mare di gente – solo tre o quattro persone contestavano il Cav, sui quotidiani on line non si parlava altro che di loro, manco fossero una folla oceanica. Ora Renzi viene contestato ma le cronache politiche ci tengono a puntualizzare: «Solo qualche piccola contestazione». È il segno dei tempi, è… cambiato il verso.