L’Agcom è costretta a intervenire: «Troppe volte Renzi in tv»

«Maggior equilibrio dei tempi di parola del presidente del Consiglio e degli altri esponenti del governo»: è la segnalazione inviata a tutte le emittenti dal Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, che ha esaminato i dati del monitoraggio sul pluralismo nel periodo 19 aprile-2 maggio nonché gli esposti pervenuti in materia di par condicio. I laudatores televisivi del premier, spuntati come funghi negli ultimi mesi, sono dunque serviti. La presenza di Renzi in televisione è esagerata e tracimante, con buona pace del pluralismo politico in tv  e del diritto di tribuna per le forze minori. Sia detto per  inciso, si tratta degli stessi princìpi invocati per anni dalle sinistre contro il centrodestra. Ma, oggi che tutti i riflettori sono puntati sul leader del Pd e che si assiste alla solita invereconda corsa sul carro del (presunto) vincitore, oggi che un nuovo conformismo ripropone il campione del centrosinistra in tutte e salse, proprio oggi le “anime belle” si guardano bene dal mettere in guardia dalle “minacce alla democrazia” che arrivano dall’ “occupazione” dell’etere. Non è del resto la prima volta che l’Autorità invita le emittenti a una redistribuzione più equa degli spazi politici in tv. E a subire la reprimenda del garante per le comunicazioni è stato la settimana scorsa Enrico Mentana, che aveva dedicato a Renzi  quasi un’intera edizione del tg de La7. L’Agcom rileva per la verità anche c’è ancora «troppo spazio» a Forza Italia e al Tg4. Ma non c’è dubbio che l’intervento più incisivo sia dedicato al presidente del Consiglio perché la sua presenza è ovunque eccessiva.  «A seguito degli esposti ricevuti, – si legge ancora nella nota dell’Agcom –  puntuali richiami sono stati adottati nei confronti di Rai, Rti, La7 e Sky sollecitando le emittenti ad assicurare una presenza adeguata a tutte le liste e non soltanto a quelle con maggior rappresentanza parlamentare»