«La sconfitta del M5S? Colpa del cappellino di Casaleggio» I grillini si dividono e si processano

I grillini hanno trovato il capro espiatorio per il loro flop elettorale: la presenza sul palco a San Giovanni di Gianroberto Casaleggio. È stata una delle concause della sconfitta, secondo quanto emerso dalla riunione dei deputati M5S con lo staff di comunicazione del Movimento. In particolare l’abbigliamento scuro del cofondatore del M5S e il suo cappellino, anch’esso scuro, calcato, in testa, durante il comizio di piazza San Giovanni (ma anche quello azzurro, esibito in tv dalla Annunziata, in primissimo piano) sarebbero risultati «inquietanti» e non avrebbero rassicurato gli elettori. Ma i mal di pancia tra i parlamentari del Movimento grillino non finiscono qui. La riunione entrerà nel vivo oggi quando i deputati esprimeranno i loro giudizi sulla campagna elettorale e su quelle che ritengono le cause del flop del voto nonostante le rassicurazioni di Grillo. Chi già esprime il suo malcontento è la “cittadina” Giulia Sarti in vista delle future alleanze a Strasburgo. «Appena ho saputo dell’incontro di Grillo con Nigel Farage ho pensato: perché l’Ukip? La sua campagna elettorale l’ ho schifata più ancora di quella della Le Pen… Poi se il Movimento facesse un gruppo con l’Ukip, saremmo anche costretti, noi qui in Italia, a votare contro le loro posizioni in Europa, ad esempio sull’ immigrazione». L’avvertimento deputata del M5S, intervistata dalla Stampa, non lascia margini di trattative. Se Grillo scegliesse di fare entrare gli eletti di M5S nel gruppo di Farage? «Per me sarebbe un neo e lo sarebbe per molti altri, ma sono certa che in quel caso si aprirebbe una discussione. E non la apriremmo solo noi, saranno per primi i nostri 17 europarlamentari che non si piegheranno a una scelta sbagliata come quella senza dire la loro», afferma Sarti, secondo cui «Grillo dovrà fare un incontro con loro. Certo non gli si può dire «questa è la pappa pronta che ho deciso io». Altrimenti si rischia di perderne subito qualcuno».