La ricercatrice del Cnr Sabrina Molinaro: «Non solo droga e alcol, anche Internet fra le nuove dipendenze»

Perennemente collegati a Internet, anche cinque ore consecutive al giorno. Con disturbi comportamentali legati al cibo, ma anche con una tendenza alla curiosità crescente per il ricorso ad alcol e droghe. Meno attratti dal gioco d’azzardo, ma decisamente inclini all’abuso. Questo, in grandissime e non esaustive linee, il ritratto antropo-sociale stilato nel volume Consumi d’azzardo: alchimie, normalità e fragilità, a cura di Sabrina Molinaro, Roberta Potente e Arianna Cutilli della Sezione di epidemiologia e ricerca sui servizi sanitari dell’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche (Ifc-Cnr) di Pisa, che illustra i principali risultati dello studio Espad®Italia 2013. E allora, entrando nella specificità dell’indagine, apprendiamo che, se la cannabis continua ad essere la sostanza illegale più utilizzata, la cocaina resta sempre pericolosamente in voga, come le droghe sintetiche; mentre l’eroina, che negli ultimi anni aveva riscosso meno appeal tra i ragazzi, torna “di moda” fra i giovani. E ancora, l’uso di alcol è molto diffuso, anche se i nostri studenti bevono “meglio” dei coetanei europei, sia per minori quantità di alcol puro ingerite, sia per una meno diffusa tendenza al binge drinking e alle ubriacature, mentre sembra perdere fascino trasgressivo il gioco d’azzardo, complice sicuramente la politica di educazione e prevenzione attuata in Italia negli ultimi anni.
Quale ritratto emerge di questi studenti di casa nostra? Lo abbiamo chiesto alla ricercatrice e autrice del volume, Sabrina Molinaro, che innanzitutto ci ha detto: «Le sperimentazioni occasionali, giocare, fumare, bere una volta, si modificano nel tempo: noi questo studio lo ripetiamo da 15 anni, quindi vediamo delle fluttuazioni. E dunque, se le sperimentazioni cambiano nel tempo e sembrano essere condizionate sia dalle mode che dal mercato, come dalle nuove cose che entrano nel quotidiano, quello che invece vediamo aumentare è la percentuale di quei minorenni più a rischio dipendenza.
Cosa è cambiato nelle motivazioni che spingono un giovane all’uso o addirittura all’abuso di sostanze nocive? 
Non c’è stato un vero e proprio cambiamento: le droghe sono sempre quelle, ma ci sono dei nuovi approcci alle sostanze. Per esempio, stanno subentrando delle nuove dipendenze comportamentali che fanno parte di una generazione diversa dalle precedenti: fino a qualche anno fa l’internet addiction era qualcosa di impensabile perché il livello di connessione di ciascuno di noi era più basso e legato quasi esclusivamente al lavoro. Adesso, però, con una più recente spinta all’informatizzazione, con gli smartphone, il fatto che chiunque possiede un tablet e che la rete wi fi è ovunque, Internet è diventato di uso comune. E per una fetta di popolazione giovanile di uso frequentissimo e reiterato nel tempo.
E per quanto riguarda i tipi di dipendenze, l’indagine delinea diverse tipologie di trasgressori abituali. Quali?
Oltre a Internet, per quanto riguarda il resto dei tipi di dipendenza abbiamo riscontrato una variabile di soggetti che consuma una tantum e gestisce il proprio consumo di sostanze. Accanto a loro figura un 74% di studenti che almeno una volta nella vita ha fatto uso di qualche droga, di alcol, oppure ha giocato d’azzardo, oppure è ricorso a psicofarmaci senza prescrizione medica: il che vuol dire che la stragrande maggioranza di ragazzini tra i 15 e i 19 anni ha toccato queste sostanze, o ha vissuto comportamenti trasgressivi. Oltre loro, poi, un 17% denuncia un uso frequente, o comunque reiterato nel tempo, che lo espone a un maggiore rischio di dipendenza: dunque, si può dire che è una fetta “minima” di studenti quella che presenta una problematicità.
Che differenze ci sono tra maschi e femmine?
Quello che noi abbiamo visto è che, per quanto attiene alle droghe, i maschi sono più orientati alle dipendenze, per cui come esperienza d’uso arrivano a consumare quasi il doppio delle ragazze. Un dato vero per quasi tutte le sostanze, tranne che per la cannabis, i cui consumi tra soggetti maschili e femminili risultano essere equivalenti. Per quanto concerne l’alcol, in termini di uso i consumi sono gli stessi, mentre se parliamo di abuso sono sicuramente più i ragazzi ad eccedere. Le ragazze, a loro volta però, eccedono maggiormente rispetto ai loro omologhi maschili nel ricorso a farmaci senza prescrizione medica. Se invece parliamo di gioco d’azzardo va detto che sono più i ragazzi ad avere problemi. Riguardo al cibo, invece, se è vero che i ragazzi patiscono maggiormente il problema del sovrappeso, le ragazze soffrono in percentuali più elevate del disturbo del comportamento alimentare (Dca). È un mondo abbastanza variegato.
E la prevenzione funziona?
Eccome: sono convinta che la conoscenza aiuta a prevenire il problema, il divieto rischia di aggravarlo.