La lezione di modernità di Marine Le Pen: il suo “social network” sbanca la rete

Da una parte ci sono molti nostri politici che – a parte qualche eccezione – snobbano la Rete e i Social network, li reputano roba da adolescenti, un’attività ricreativa, non per intercettare voti. Se usano il web, lo fanno solo per polemizzare con qualche avversario. Inutile cercare  un’informazione aggiornata sull’attività politica, una foto recente o il testo dell’ultimo intervento. Sono rimasti imprigionati negli anni Settanta: qualche comizio nelle piazze (sempre più vuote), le solite cene elettorali con i soliti noti, quintali di manifesti incollati alla rinfusa, rincorse affannose al trafiletto sul quotidiano (che ha sempre meno lettori), all’ospitata al talk show o al telegiornale (che hanno sempre meno telespettatori). Dall’altra parte, a pochi chilometri dalla nostra Italia, non su Marte, c’è chi sa vincere e convincere gli elettori sapendo comunicare meglio e in maniera più diretta. Prendete Marine Le Pen, che, oltre alla telegenia, al messaggio efficace e diretto, alla chiarezza espressiva, sa conciliare l’uso della Rete senza arrivare alle derive di Grillo e dei suoi seguaci. Poteva fare un copia-incolla della propaganda di papà Jean-Marie. Poteva impigrirsi e adottare lo stesso modello comunicativo: oggi sarebbe uno dei tanti partitini ininfluenti nel panorama politico francese. In queste ore, invece, un nuovo sondaggio accredita il suo Front National come il primo partito di Francia nel voto europeo del 25 maggio.

Uno dei motivi del suo successo? Madame Le Pen non si permette il lusso di snobbare il web. Non si affida all’aiuto amatoriale di qualche amico-programmatore che gli fa il sito gratis. Investe invece sulla Rete e inaugura pure un “social network” il cui obiettivo è conquistare nuovi elettori e formare una grande rete di “patrioti” pronti a militare contro l’euro e per la difesa della sovranità nazionale. Inaugurato in modo discreto, senza rullo di tamburi, Lespatriotes.net – che il Front National definisce come il «primo social network militante che riunisce chi vuole impegnarsi per la Francia» – punta a mettere in relazione tra loro aderenti, militanti e simpatizzanti del partito. Obiettivo? Formare una grande comunità lepenista che difenda e promuova le idee del Fronte. Il Facebook dei lepenisti servirà a «riunire sulla rete i militanti patrioti mettendo a loro disposizione nuovi strumenti per essere ancora più efficaci nella loro militanza», spiegano al Front National, precisando che la piattaforma internet «non è riservata ai soli membri del partito. Al contrario, cerca di reclutare tutti coloro che «vogliono impegnarsi per la Francia». Nella home page – rigorosamente tricolore bianco rosso e blu, i colori della Republique – già appaiono i profili alcuni iscritti. Niente teste rasate o giubbotti di cuoio, ma facce pulite e sorridenti, spesso di giovani e giovanissimi: un approccio che rientra perfettamente nella strategia di Marine Le Pen di stravolgere l’immagine del partito di estrema destra, fondato dal padre, Jean-Marie Le Pen, all’inizio degli anni settanta. Agli iscritti, viene chiesto di di «intercettare i voti», «aiutare nella raccolta dei fondi», «attivarsi sul web» e »militare fisicamente» per il partito. Ad ognuno di loro, viene poi attribuito un punteggio, relativo all’intensità della partecipazione sul web. Les Patriotes.net funziona come tutti i social network e permette di discutere attraverso la chat, forum e messaggistica privata. Gli utenti possono inoltre creare il proprio blog. Per iscriversi, è infatti necessario precisare categoria professionale, residenza, religione, affiliazione politica, ma anche e-mail e numero di telefono. Rigidissima la sorveglianza degli amministratori. Una vignetta anti-Fn postata nel pomeriggio è stata immediatamente rimossa dal sito. Un modello da studiare e da imitare: ma prima va spiegato a molti nostri politici come si accende un computer.