La gaffe di Casaleggio: «Io e Grillo faremo i ministri». Ma come, non decideva la rete?

Casaleggio ministro? «Dipende dal Movimento, ma perché no? Dovendo scegliere, opterei per l’Innovazione». Così il co-fondatore del M5s, Gianroberto Casaleggio, in un’intervista a Marco Travaglio, per il Fatto quotidiano, ha messo a segno la sua prima, vera gaffe di questa campagna elettorale. E Grillo? «Bisogna chiedere a lui, io lo vedrei bene ministro» si sbilancia ancora Casaleggio che a proposito dell’annuncio del leader M5s di volersi ritirare dalla scena politica nel caso il Movimento dovesse “perdere” le Europee afferma: «Non ci credo, non è il tipo. Lo dice ogni tanto, per stanchezza. Ma anche lui persegue l’obiettivo di portare i 5Stelle al governo. Poi magari si ritira un minuto dopo. Anche se lo fanno ministro…». Ma la gaffe sta nel fatto che il dogma grillina non prevede autocandidature e incarichi dall’alto, ma consultazioni della rete. E per molto meno, altri esponenti dei Cinquestelle, macchiatisi di narcisismo politico, sono stati cacciati via. Ecco perché in serata arriva una precipitosa smentita: «Né il sottoscritto né Beppe Grillo si candidano come ministri come riportato nei titoli di alcuni giornali di oggi»,  precisano Gianroberto Casaleggio e Beppe Grillo, in un post scriptum sul blog di Grillo. «Le persone iscritte al M5S decideranno la squadra di governo attraverso la rete, quando e se verrà dato l’incarico di formare un governo al M5S aggiungono», concludono. Ma è troppo tardi. In rete non si parla d’altro: Casaleggio ministro? E chi lo ha deciso?