La figuraccia dei francesi: i nuovissimi treni sono troppo larghi per le banchine…

I nuovi treni sono troppo larghi, 20 centimetri di troppo per le vecchie banchine delle stazioni francesi: risultato, 50 milioni di euro per adattare 1.300 piattaforme sul totale di 8.700 dell’intera rete francese. Un disastro economico e una figuraccia memorabile: “comicamente drammatico”, commenta il sottosegretario ai Trasporti, “chi ha sbagliato paghi” reclama Segolene Royal.La vicenda l’ha tirata fuori il “solito” Canard Enchainé, e quasi subito i principali responsabili sono stati costretti ad ammettere e a provare a spiegare l’incredibile cantonata. Dei treni è responsabile SNCF, delle infrastrutture ferroviarie RFF. Entrambe le società hanno confessato che, adesso che i nuovi e fiammanti treni regionali sono pronti, sarà necessario procedere all’adattamento delle banchine, che comporterà lavori fino alla fine del 2016. Jacques Rapoport, patron di RFF, ha provato a difendersi sostenendo che “quando si compra una macchina ci possono essere dei lavori da fare per farla entrare là dove bisogna parcheggiarla”. Trecento vecchie banchine, si difendono i due patron delle Ferrovie, sono già in via di adattamento. Scuse a parte, ai francesi e alla “grandeur” applicata ai trasporti, lo scivolone brucia moltissimo. Anche perché non è il primo della serie: il favoloso tram ibrido di Nancy – rotaia e gomma – dopo 14 circola ancora a 15 km orari altrimenti deraglia; per far entrare l’Airbus gigante A380 negli aeroporti si sono dovute allargare le piste o rafforzarle per sostenerne il peso, come a Tolosa; il gioiello della Difesa, la portaerei Charles de Gaulle – dopo 12 anni di lavori – si ritrovò con ponti per il decollo troppo corti per i nuovi aerei, e furono necessari lavori per prolungarli, a costi enormi. Proprio la questione dei costi extra per il contribuente, in tempi di crisi, ha scatenato una bufera sulle ferrovie, anche se le due società coinvolte hanno diffuso un comunicato nel quale annunciano che si faranno carico del totale di 50 milioni di spese. «È una situazione rocambolesca e comicamente drammatica» denuncia Frederic Cuviller, sottosegretario ai Trasporti, puntando il dito contro l’assurda “separazione a compartimenti stagni” tra chi si occupa dei treni e chi delle infrastrutture. Segolene Royal, ministra dell’Ambiente, si chiede: “come possono essere prese decisioni così sfasate e lontane dalla realtà”. E avverte subito: «Le regioni non pagheranno per questi errori inverosimili, che dimostrano soltanto che negli uffici a Parigi c’è gente troppo distante dalle realtà del territorio». Una richiesta nemmeno troppo velata di dimissioni, rafforzata dalle parole del segretario socialista, Jean-Christophe Cambadelis: «In questa storia allucinante c’è di mezzo la responsabilità dei dirigenti di SNCF e RFF», ha detto. Dimissioni? «Chiedetelo a loro».