In caduta libera: quasi la metà degli italiani vuole uscire dall’euro

Ricordate i tempi in cui tutti dicevano compiaciuti che gli italiani erano tra i popoli più europeisti? Si tratta in fondo di una decina di anni. Ma sembra davvero un secolo. Fa riflettere un’analisi dell’Istituto Cattaneo in vista delle europee. Dall’indagine risulta che in sette anni i favorevoli alla moneta unica sono diminuiti poco nell’Eurozona, dal 69% al 66%, ma per la crisi nei Paesi mediterranei il parere positivo è calato di più, dal 64% al 57%. Ebbene, proprio l’Italia in testa, con i favorevoli in picchiata di 10 punti (dal 63% al 53%). I dati su cui si è svolta l’analisi sono forniti dalla Eurobarometro ottobre 2013. Nel 2002 in Italia i favorevoli all’Euro erano il 76% (più di Francia e Germania) ma al 2013 il consenso perso ha toccato il 23%.

Al dunque, la ricerca conferma un dato della percezione comune, ma fa sempre impressione vederlo nero su bianco su un grafico, fa sempre impressione assistere alla caduta verticale, in pochissimi anni della fiducia dell’euro. È l’ulteriore riprova di quanto sia sciocco e irrealistico l’europeismo di maniera dell’élites politico economiche. Ed è un dato destinato probabilmente ad aumentare se la politica europea non subirà una svolta e se le tecnocrazie di Bruxelles continueranno a sacrificare i concreti interessi dei popoli sull’altare di una rigore ridotto a ideologia. Il problema è quello di trasformare questa crescente ondata di dissenso in una potente spinta verso una alternativa possibile  e praticabile.