Il sindaco pd di Bologna? Un camaleonte: prima contestava Renzi, ora lo appoggia…

La coerenza gli va riconosciuta: «Se uno va a contestare Berlusconi o Grillo non è uno squadrista. Se va a contestare il Pd sì». La sinistra antagonista bolognese ficca un dito nell’occhio alla sinistra Pd. E lo fa brutalmente proprio indicando le mille contraddizioni in cui si dibatte la sinistra di governo.
L’occasione è una conferenza stampa indetta dal gruppo antagonista di Ross@ Bologna per spiegare perché il 7 maggio scorso aveva infranto uno storico tabù nella rossa Bologna andando a disturbare nientedimeno che i maggiorenti locali del Pd au caviar mentre fra una tartina e un prosecchino incrociavano i calici  in un hotel della centralissima via Indipendenza per il brindisi inaugurale della campagna dei democratici bolognesi per le elezioni europee. Apriti cielo. Era stato un diluvio di reazioni indignate. Tra gli ospiti, quando sono entrati quella decina di antagonisti, c’era il sottosegretario Sandro Gozi. Uno schiaffo così i democrat bolognesi non l’avevano mai preso. Il gruppetto di Ross@ Bologna, entrato nella struttura e dopo una breve occupazione, ne è uscito per stazionarvi davanti. Lanciati petardi e fumogeni, esposto uno striscione – “Via i complici della troika rossa“, il gruppetto di manifestanti, intonando lo slogan “Del PD non ne possiamo più, il Jobs Act è solo schiavitù” ha poi formato un corteo in Via Indipendenza.
La reazione stupefatta del Pd non si era fatta attendere. Il segretario del Pd bolognese, Raffaele Donini, era esterrefatto: «Da quando sono segretario – ha detto uscendo dall’hotel – questa è la prima volta che capita. E per me è un atto molto grave, molto preoccupante. Questo clima di odio, d’intolleranza non può portare niente di bene».
Giustamente oggi gli rispondono per le rime gli antagonisti di Ross@ Bologna. Che tirano fuori un’altra “perla” della sinistra pd bolognese: «Il sindaco di Bologna, Virginio Merola? Un camaleonte che nel 2010 diceva che Renzi somigliava a uno che voleva fare un golpe e ora lo sostiene». E uno. «Ci definiscono squadristi? Se uno va a contestare Berlusconi o Grillo non è uno squadrista. Se va a contestare il Pd sì». E ancora, «quell’atto (l’irruzione al brindisi in hotel ndr.) lo rivendichiamo. Ma non è stato un assalto, l’avevamo annunciato».
Così, insomma, il gruppo di Ross@ Bologna nella conferenza stampa replica agli scandalizzati alti papaveri del pd bolognese.
A parlare, fra gli esponenti di Ross@ Bologna, Massimo Betti dell’Usb e l’ex-segretario bolognese del Prc, Tiziano Loreti.
E’ il primo a prendersela con Merola e con quella che viene definita un’incoerenza rispetto a Renzi: «Noi siamo d’accordo con il Merola che vedeva nel premier un golpista. Noi eravamo lì per contestare il Job Acts». Come dire: se prima Merola contestava Renzi perché ora non avremmo il diritto di contestarlo anche noi?
Quanto ad altre iniziative, il gruppo stasera sarà in Piazza Maggiore, dove è attesa la capolista Pd per il nordest Alessandra Moretti, l’ex-portavoce di Bersani.
Gli antagonisti di Ross@ Bologna giurano che non ce l’hanno con lei. Il bersaglio, assicurano in coro, sono gli accordi sulle coop sociali. Poi il 21 è prevista l’assemblea cittadina del movimento. Loreti ha rivendicato quell’atto criticando un’applicazione della legalità che va contro la giustizia sociale: «Alle proteste si risponde con manganelli e denunce. Non ci fermeremo e non ci faremo dettare i tempi dal Pd. Si vuole criminalizzare il gesto perché è funzionale al Pd e alla Procura che si reggono il gioco a vicenda». Insomma, fratelli-coltelli.