Il boom economico è quasi un problema per la Cina: per il ponte del 1° maggio a Pechino 55 km di fila

La Cina è tutt’altro che felice di essere stata dichiarata la prima economia del mondo e ha espresso dei dubbi sulla metodologia usata dall’International Comparison Program (Icp), il gruppo di studio patrocinato dalla Banca Mondiale che la scorsa settimana ha dato lo “storico” annuncio. Lo scrive il Financial Times, il quotidiano britannico che ha pubblicato per primo i risultati dello studio dell’ Icp. I cinesi, ha detto al giornale uno degli economisti che hanno stilato il documento, «non vogliono essere visti come il numero uno. Sono preoccupati per le implicazioni politiche con gli Usa e ci hanno implorati e minacciati per un anno intero la Cina lo odia (il documento che la proclama prima economia del mondo)». I commenti ufficiali di parte cinese al documento dell’Icp, secondo il quale le dimensioni delle economie della Cina e di altri Paesi emergenti sono state sottostimate, sono stati scarni. I media, che in Cina sono tutti controllati dal governo, non hanno dato risalto al “sorpasso”, una circostanza strana se si tiene conto della martellante propaganda “patriottica” diffusa da giornali, televisione e siti web. Economisti degli istituti governativi cinesi hanno sottolineato in commenti e interviste che, se si considera il reddito procapite, la Cina è ancora un Paese relativamente povero.

Una smentita contraddetta dalle stesse notizie che arrivano in queste ore da Pechino, che segnalano il crescente benessere dei cittadini della capitale. Una coda record di automobili lunga 55 chilometri si è creata sull’autostrada che da Pechino porta in Tibet, in occasione delle vacanze di inizio maggio. Lo riferiscono i media cinesi, aggiungendo che il traffico è stato pesante su tutte le principali strade di comunicazione. Ingorghi e rallentamenti si sono verificati anche sull’ autostrada che porta al sud, verso le destinazioni tropicali di Hong Kong e Macao. Sulla via che dalla capitale parte verso ovest e conduce a Chengde, una destinazione turistica relativamente vicina, la coda è stata di 21 chilometri. Traffico congestionato anche al sud dove sulle principali strade di collegamento tra le principali città si è proceduto a passo d’ uomo, secondo il giornale Yancheng Evening News. A Xian, la città dei guerrieri di terracotta nel nord del Paese, le autorità hanno schierato duemila poliziotti col compito di facilitare lo scorrimento del traffico.