Ikea ritira 4 milioni di lampade a rischio “strangolamento”. Sicurezza? No, soprattutto marketing…

Il colosso svedese del design funzionale low cost Ikea ha annunciato il ritiro dal mercato di almeno quattro milioni di lampade per bambini considerate dalla casa svedese a «rischio strangolamento». La multinazionale dell’arredamento a basso costo ha pubblicato sul suo sito americano un avviso di “recall” alle famiglie che hanno acquistato le tipiche lampade a muro per le camerette dei più piccoli, inviatando a porle immediatamente fuori dalla portata dei bambini e a restituirle ai magazzini Ikea in quanto i lumi, a forma di stella blu, cuore rosso, luna gialla o fiore rosa, sono tutti dotati di un lungo cavo che, se posto vicino al lettino può moltiplicare a dismisura i rischi.
La decisione dell’azienda guidata dal geniale imprenditore Ingvar Feodor Kamprad è arrivata in seguito a due episodi che hanno messo in allarme la casa d’arredamento svedese: l’anno scorso un bimbo britannico di 17 mesi era morto strangolato dal cavo della lampada Smila e un altro bambino era stato salvato in extremis mentre già aveva stretto al collo il cavo elettrico della lampada Tassa. Nel comunicato con il quale Ikea allerta le famiglie che hanno acquistato la linea di lampade per le camerette dei bambini l’azienda sottolinea il fatto che in «entrambi i casi i fili delle lampade erano stati posti alla portata dei bambini» ciononostante la casa svedese ha deciso di procedere al richiamo dei pezzi. I “recall” di prodotti che possono risultare pericolosi sono una pratica molto comune nel mercato anglosassone dove le aziende si giocano spesso la reputazione faticosamente costruita con mirate e costosissime azioni di marketing ma anche i propri bilanci con il fondato rischio di class action condotte da studi legali agguerritissimi e specializzati nell’aggredire finanziariamente le multinazionali. Tuttavia dietro ci sono spesso anche strategie di Responsabilità Sociale.
Proprio un mese fa la Toyota aveva annunciato un maxi Recall di oltre sei milioni di auto vendute in tutto il mondo e considerate difettose per vari motivi: dal cavo a spirale dell’airbag di alcune Rav4 e Hilux alle guide di bloccaggio dei sedili dei modelli Yaris e Urban Cruiser fino al piantone dello sterzo, al motorino d’avviamento, ai tergicristallo.
La stessa Ikea annuncia “recall” con una frequenza ravvicinata dopo aver riscontrato i rischi di prodotti che, a prima vista, sembrano assolutamente innocui. Il 20 marzo scorso, sempre sul suo sito statunitense, aveva annunciato il ritiro dei baldacchini per i lettini e per le culle dei bimbi dei modelli Legendarisk, Minnen, Barnslig, Boll, Minney Brodyr, Himmel, Fabler, Tissla e Klammig promettendo il rimborso completo del prodotto acquistato una volta riportato in negozio: appesi al soffitto e drappeggiati intono ai letti possono impigliarsi attorno al collo dei bambini anche se, specificava Ikea, nessuno aveva lamentato fino a quel momento incidenti.
Alla fine di gennaio sempre Ikea aveva richiamato nei magazzini le barre di contenimento dei lettini per bambini Junior Sniglar perché dalla Gran Bretagna avevano avvertito che una delle barre in metallo di contenimento dei lettini si era spezzata e aveva procurato un graffio sul braccio di un bambino.
A giugno 2013 era stata la volta di una tazza da te, il modello Lyda, che, secondo Ikea, poteva rompersi nel momento in cui si utilizzava con del liquido bollente ustionando i consumatori. Secondo l’annuncio di Recall fatto da Ikea ci sono stati, in tutto il mondo, una ventina di casi di rotture, una decina dei quali con lesioni. Ancora prima il colosso svedese aveva richiamato le lampade Sanda per il rischio di shock elettrico, gli sgabelli per bimbi Antilop per il rischio di caduta, il mobile Pax Aurland per il rischio di distacco della porta in vetro a specchio, la tenda da gioco per bambini Busa perché la struttura in filo d’acciaio che la sostiene poteva ferire i piccoli – tre gli infortuni riscontrati in tutto il mondo – il bollitore in vetro Forsta in quanto in diciannove casi la pressione e il calore delle bevande all’interno del bollitore avevano rotto il vetro provocando, in dodici casi, ustioni ai clienti Ikea. E ancora:  nel dicembre 2010 era stata la volta dei bicchieri Rund  dopo che Ikea aveva ricevuto dodici segnalazioni di rottura a causa della variazione dello spessore del vetro. Prima ancora era stata la volta di alcun tende a pacchetto il cui meccanismo di saliscendi, se installato in modo errato, poteva provocare lo strangolamento di un bambino che si fosse trovato nelle vicinanze. In quel caso Ikea aveva deciso di muoversi in collaborazione con la Consumer Product Safety Commission degli Stati Uniti prima ancora che fossero segnalati incidenti specifici. A suggerire il Recall del materasso a molle Sultan Heidal era stato a maggio del 2010 il rischio concreto di infiammabilità poiché alcuni materiali utilizzati per produrlo non rispettavano le severe norme federali negli Stati Uniti. La lista dei Recall di Ikea è comunque infinita. E, contrariamente a quanto si possa pensare, rappresenta un buon biglietto da visita per un colosso che spende milioni di euro per veicolare l’immagine di un’azienda con una forte Responsabilità Sociale. La reputazione si gioca soprattutto su questo campo.