“Grandi Eventi”: sequestrato il Salaria Sport Village, il centro sportivo della “cricca” di Anemone

Arriva un nuovo provvedimento di sequestro per il mega circolo sportivo romano Salaria Sport Village e per le nove società che lo gestiscono di proprietà del costruttore Diego Anemone, uno degli uomini della cricca del G8 e dei Grandi Eventi. Gli uomini del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno notificato questa mattina il sequestro totale del centro sportivo per un valore complessivo di circa 200 milioni di euro facendo seguito, proprio nell’ambito dell’inchiesta cosiddetta “Grandi Eventi”, al precedente sequestro parziale notificato nel 2012 per un valore, all’epa, di 32 milioni di euro.
Peraltro alcune strutture del Salaria Sport Village erano già state poste sotto sequestro, e successivamente dissequestrate, nell’ambito dell’inchiesta sulle piscine dei Mondiali di Nuoto. In quel caso i sigilli riguardarono due palazzine, la piscina olimpionica, la foresteria e scattarono nel maggio 2009 in prossimità della kermesse mondiale perché, secondo il gip di Roma, le costruzioni erano state fatte senza i necessari permessi ed il provvedimento del commissario straordinario della rassegna iridata non si poteva considerare equivalente ad una delibera pubblica amministrazione.
Per i Mondiali fu concessa, tuttavia, la «facoltà d’uso per motivi di pubblica utilità» e, nel 2012, arrivò il dissequestro disposto dal Tribunale del Riesame.
Proprio per quanto riguarda presunti abusi nella costruzione delle piscine per i Mondiali di Nuoto il processo si è concluso il 30 aprile del 2013 con l’assoluzione di tutti gli imputati. I giudici rilevarono che non ci furono abusi edilizi e nessuna violazione delle norme paesaggistiche. Il grande centro sportivo romano, uno dei più grandi e lussuosi della Capitale, fu anche al centro di un piccolo sex-gate sempre smentito dal diretto interessato anche davanti al gip: Guido Bertolaso, allora Capo della Protezione Civile, e implicato nel processo Grandi Eventi, che spiegò di non avere «mai usufruito di prestazioni sessuali in cambio di altro ma solo di massaggi». Per l’accusa, invece, le prestazioni avvenivano nel centro sportivo anche la notte in cui a Roma il Tevere rischiava di esondare. «Ero reduce da tre giorni e tre notti di stress e avevo bisogno di un massaggio – disse Bertolaso al gup di Roma – E’ falso però che beneficiai di prestazioni sessuali, com’è falso che si bevve dello champagne e che furono usati profilattici, peraltro mai trovati».
Quanto al sequestro di oggi, data vittoria l’amministratore delegato del Centro, Stefano Morandi: «Abbiamo preso atto del sequestro notificato oggi dalla guardia di Finanza. Non sono stati apposti i sigilli pertanto l’attività del Salaria non ha subito alcuna interruzione e proseguirà regolarmente, secondo la normale programmazione sportiva e sociale. Nella sostanza, si tratta di una duplicazione dei sequestri già in atto, tanto è vero che sono stati nominati gli stessi amministratori giudiziari».
Secondo gli accertamenti eseguiti dalle Fiamme Gialle, accertamenti che hanno portato, appunto, al nuovo sequestro di oggi, il maxi centro sportivo è «stato ristrutturato e ampliato con soldi giunti nelle casse delle imprese di Anemone a seguito dell’aggiudicazione pilotata degli appalti pubblici gestiti dalle strutture dirette da Angelo Balducci», l’ex-Provveditore delle Opere Pubbliche del Lazio ed ex-Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. In particolare la Guardia di Finanza ha accertato «come gli ingentissimi proventi quantificati in circa 450 milioni di euro nel decennio che va dal 1999 al 2009 siano stati oggetto nel tempo di accorte operazioni di reinvestimento, che hanno consentito all’imprenditore della “cricca” di acquisire, ristrutturare ed ampliare il più grande centro sportivo della Capitale».