“Golpe contro il Cav”, partono le denunce al tribunale: fu attentato ai diritti politici del cittadino

Arriva un’ altra denuncia alla procura di Roma sul caso che ha preso spunto dalle rivelazioni dell’ex ministro del Tesoro Usa, Timothy Geithner, sulla caduta del governo Berlusconi, dopo quella presentata dalla parlamentare Micaela Biancofiore. L’hanno depositata in proprio e per conto dell’associazione Tribunale Dreyfus, l’avvocato Walter Biscotti e il giornalista Arturo Diaconale. Attentati contro i diritti politici del cittadino e violazione della norma che punisce le associazioni segrete (legge Anselmi) sono i reati ipotizzati. In particolare, i firmatari della denuncia affermano che è «assolutamente necessario l’individuazione degli “European Officials”, così come denominati dall’autore del libro, e ritenuti autori delle pressioni, nel 2011, per costringere l’allora premier italiano a lasciare il governo. Nella denuncia si sottolinea, inoltre, che «la circostanza di pesanti pressioni per “rovesciare” Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio democraticamente eletto dalla volontà popolare, la rivelava ancor prima l’ex premier spagnolo Luis Zapatero, che nel suo libro El dilema (Il dilemma) portava alla luce inediti retroscena sulla crisi che minacciò di spaccare l’Eurozona sempre nell’autunno del 2011».
Tra l’altro nella denuncia è citata la parte del libro dedicata al G20 di Cannes in cui l’ex primo ministro spagnolo fa un’affermazione precsa: «Nei corridoi si parlava di Mario Monti». «Monti – scrivono infatti Biscotti e Diaconale nella denuncia – che solo una settimana dopo sarà nominato senatore a vita da Napolitano e che il 12 novembre diventerà premier al posto di Berlusconi». Alla luce di ciò si ipotizza il reato di attentati contro i diritti politici poiché «non vi è dubbio che gli autori delle pressioni abbiano posto in essere una condotta che può aver determinato il presidente del Consiglio Berlusconi ad esercitare le sue prerogative costituzionali come Capo del governo in maniera difforme dalla sua volontà». Quanto alla legge Anselmi, nella denuncia si invoca la violazione dell’articolo 1 che «prevede la punibilità di quei fenomeni associativi segreti che, in contrasto con l’art. 18 della Costituzione, pur agendo all’interno di associazioni palesi, svolgono attività diretta ad interferire sull’esercizio delle funzioni di organi costituzionali».