“Golpe bianco”, la Procura apre un fascicolo senza ipotesi di reato (per adesso)

Avanti adagio e con il freno a mano tirato. La procura di Roma ha aperto solo un fascicolo intestato “atti relativi a”, ossia senza ipotesi di reato né indagati, sul “golpe bianco”, il caso reso noto dalle rivelazioni dell’ex ministro del Tesoro Usa Timothy Geithner, nel suo libro contenente riferimenti precisi sulla caduta del governo Berlusconi nel 2011. Eppure le denunce non erano poi così vaghe, ma anzi fondate su precise ipotesi di reato prefigurate da tutta la vicenda. Nella denuncia della parlamentare azzurra, Michela Biancofiore come da lei stessa reso noto, si sottolinea infatti che le parole del Segretario del Tesoro Usa evidenziano profili di rilievo penale contro «l’indipendenza dello Stato», «l’usurpazione di potere politico» e «l’attentato contro gli organi costituzionali dello Stato italiano». Per questo motivo Biancofiore chiede agli inquirenti che vengano identificati i funzionari europei ai quali fa riferimento Geithner nel suo libro. Analogamente l’associazione Tribunali Dreyfus ipotizza i reati di attentati contro i diritti politici del cittadino e di violazione della norma che punisce le associazioni segrete (legge Anselmi). In particolare, i firmatari della denuncia, l’avvocato Walter Biscotti ed il giornalista Arturo Diaconale, affermano che è «assolutamente necessario l’individuazione degli “European Officials”, così come denominati dall’autore del libro», e ritenuti autori delle pressioni, nel 2011, per costringere l’allora premier italiano a lasciare. Ma la Procura ha deciso di non ingranare la quarta…