“Godzilla” mostro da incassi record. Lo psichiatra Ciccioli: la paura? Nasce dall’insicurezza

Lucertoloni giganti. Alieni. Mutanti. Vampiri, e un sempreverde dell’horror: i morti viventi. Cinema ed editoria registrano puntualmente evoluzioni e metamorfosi della paura, e delle sue mostruose incarnazioni, cinematografiche o letterarie che siano. Non è un caso, allora, se il box office Usa del weekend ha visto un braccio di ferro d’incassi tra il blockbuster della Fox, nuovo capitolo della storia dei mutanti Marvel, X-Men: Giorni di un futuro passato (90,7 milioni di dollari), e il mitico Godzilla, il mostro della Warner spodestato dopo un dominio economico incontrastato del primo gradino del podio (31,4 milioni di dollari). Titoli seguiti, guarda caso, dalla rassicurante commedia romantica Blended (Insieme per forza), con Adam Sandler e Drew Barrymoore, che ha esordito sugli schermi Usa con 14,2 milioni di dollari. E non stupisce certo, infine, che il Godzilla in 3D del giovane regista Gareth Edwards – ultima incursione nel mito di celluloide nato 60 anni fa come traduzione asiatica di King Kong, e come materializzazione spettacolare del terrore nucleare vissuto dai giapponesi nel ’45 – abbia conquistato subito la vetta del box office nostrano, raggiungendo il vertice già nei primi quattro giorni dell’uscita, grazie a 2.591.637 euro d’incasso. Una lettura che in controluce, al di là delle semplici speculazioni cinematografiche, torna a confermarci che di autori del calibro di Stephen King, e di creature come mostri, mummie, stregoni e zombie – e delle loro rivisitazioni satiriche: dall’insuperabile Frankenstein Jr di Mel Brooks alla saga dei Ghost movie – abbiamo ciclicamente bisogno per arrivare ad esorcizzare i nostri incubi quotidiani, che sempre più spesso si declinano in stress e attacchi di panico. Ne abbiamo parlato con lo psichiatra ed ex parlamentare Carlo Ciccioli.

«Innanzitutto comincerei a distinguere tra l’ansia, che è un sentimento generico – hai timore e non sai esattamente di cosa – e la paura, invece, che rimanda al certo: si ha paura di qualcosa che si conosce.

Parliamo delle varie tipologie di paura odierne

Puoi, per esempio, aver paura di rimanere disoccupato: ossia, nutri un timore generico che non ci sia più la “condizione lavoro”. Temi una malattia: non è certo che ti ammalarai, non sai come potresti venire contagiato, ma hai ugualmente paura per la tua salute e timore di arrivare a soffrire fisicamente: il che può generare attenzioni esagerate verso il proprio corpo, un’ansia da esposizione sociale, e così via. Insomma, la paura è uno stato di allarme che mette a repentaglio la tua integrità. E dunque può essere fisica: ed estrinsecare l’incubo di una patologia, di un incidente. Psichica: ed esprimere inconsciamente l’apprensione per la propria integrità mentale. Sociale o economica: esprimendo il timore di perdere il lavoro, di incorrere in un crack finanziario. La più diffusa, in genere, è però la paura affettiva: la preoccupazione di essere lasciati dalla persona a cui si vuol bene; che possa accadere qualcosa ai propri cari; di non essere amati. Quindi la paura è un sentimento che può pervadere l’intero mondo.

E come mai la paura attecchisce specialmente sui giovani, a cui soprattutto si deve il successo di serie televisive fantascientifiche o horror: pensiamo, per esempio, ai vampiri glamour quanto orrorifici di ultima generazione spettacolare?

Perché la paura nasce fondamentalmente dall’insicurezza. Uno che si sente sicuro di se stesso e del proprio mondo affettivo e relazionale difficilmente avrà paura. Se si è insicuri la paura può arrivare a pervaderti e a dominarti, diventando panico paralizzante che quasi sempre poi induce a compiere la scelta sbagliata.

Quindi come possiamo definire clinicamente il panico?

Come uno stato d’animo che nasce da una paura esagerata, sconsiderata, e che ti mette in una condizione di disagio estremo, tanto da non poter più essere lucido e prendere decisioni sensate.

Ma perché siamo dominati dalla paura?

Perché oggi il mondo ci offre tante possibilità: e proprio questo genera tanta incertezza che, come abbiamo detto, è un motore immobile dei più stratificati terrori…