Gli antagonisti arrivano a piazza Navona al grido di “Renzi vattene”

Un’ altra bella giornata di sole a Roma “regalata” alla galassia antagonista, arrivata a piazza Navona poco prima delle 18. Ci sono i Movimenti per il diritto all’abitare – o all’okkupare, per meglio dire – Acea bene comune, No Tav, No Grandi Navi, Rifondazione Comunista e L’Altra Europa per Tsipras, i Cobas, movimenti per la casa e per l’acqua pubblica, centri sociali, a partire dallo storico “Angelo Mai” e il movimento del teatro “Valle occupato”. C’è un po’ di tutto nella Capitale per la manifestazione organizzata dai movimenti contro privatizzazioni, precarietà, devastazione ambientale, fiscal compact e molto altro ancora. I manifestanti scandiscono slogan contro tutti – Renzi in particolare – accompagnati da clacson e rulli di tamburi. Gli elicotteri sorvolano tutto il centro. Un corteo tutto sommato tranquillo – com’è nella tattica ormai collaudata di “alternare” le giornate di fuoco con le giornate di calma piatta per accreditarsi come bravi ragazzi – se non fosse per la solita, rassegnata, pazienza dei romani, affranti e sfranti per l’ennesima gioranta di caos, che avrà come corollario l’apertura notturan dei musei.

Il corteo è partito al grido “Renzi vattene” da piazza della Repubblica, con slogan e insulti contro il governo e le politiche dell’Unione europea. «Per i beni comuni, contro le privatizzazioni», si legge sullo striscione che apre la manifestazione. «Mi chiamo Mario ed il mio numero è il 255». Alcuni manifestanti indossavano delle pettorine con numeri identificativi riprendendo così polemicamente la proposta di identificare le forze dell’ordine nata in seguito degli scontri con la polizia del 12 aprile scorso. «Non ci permettono di sfilare dove noi vorremmo e noi corriamo», diceva un manifestante indossando pettorina e abbigliamento da podista. In realtà il permesso di manifestare dove vogliono è lampante, soprattutto dopo “la riconquista” dopo tanti anni di piazza Navona, um luogo pregiato messo a rischio devastazione ed effrazioni.

Le migliaia di manifestanti – loro dicono 50mila, dando i numeri – hanno lungo via Cavour sventolando numerose bandiere per l’acqua bene comune. «Questa è una manifestazione dei beni comuni, soprattutto contro le privatizzazioni», gridano gli organizzatori a bordo del camion in testa al corteo. «Caro Renzi con il Jobs act hai assicurato solo disoccupazione espansiva e precariato. No al nuovo schiavismo», si legge in uno degli innumerevoli striscioni che colora il corteo. Molte sono anche le bandiere dei movimenti No-Tav e No-Muos. «Un saluto dalla valle che resiste, dalla valle che non molla», è il messaggio molto poco rassicrante di alcuni esponenti dei movimenti attraverso il megafono degli organizzatori.