Giù le mani dalla Lupa capitolina. L’ultimo scivolone di Marino: eliminare il simbolo storico di Roma

Un’altra buccia di banana per il sindaco straniero che non ne “azzecca” una. L’ultima trovata dell’ex chirurgo prestato alla politica, Ignazio Marino, è l’asportazione della Lupa capitolina dal brand ufficiale di Roma Capitale. L’idea di eliminare dal simbolo della Città eterna la storica lupa che da millenni rappresenta la fondazione dell’Urbe ha scatenato un crociata contro il primo cittadino, sempre più inviso ai romani. Al suo posto potrebbe arrivare il più turistico Colosseo o chissà quale diavoleria modernista nel nome del business. L’idea, che ha messo sul piede di guerra artisti e intellettuali al grido “La lupa non si tocca”, è dell’assessore alle Attività produttive, Marta Leonori, intenzionata a mandare in soffitta l’immagine stilizzata della Lupa sul capitello scelta dalla Giunta Alemanno nel 2009 con un concorso pubblico. Da allora il logo viene stampato su magliette, cappelli e accessori per promuovere la citta «riassumendo a un tempo l’identità storica e la leadership in campo culturale e artistico». Ci sarà una gara, dice la Leonori a corto di argomenti, «forse affiancata da un sondaggio sul web. Al posto della Lupa potrebbe esserci il Colosseo – spiega facendo sobbalzare dalla sedia insigni critici d’arte e studiosi – perché è il nostro monumento più conosciuto ed è il simbolo di Roma. Si potrebbe pensare anche al Campidoglio (e perché no a Marino? ndr) o a un disegno stilizzato che non preveda monumenti, come hanno fatto altre capitali. Penso al cuore di “I love New York”, all’omino verde dei semafori di Berlino o alle tre X di Amsterdam». «I tre simboli della Roma imperiale – dice il critico d’arte Philippe Daverio – erano la Lupa, la scritta Spqr e le aquile. Mentre l’anfiteatro Flavio non è mai stato un simbolo…». Vietato asfaltare la storia, protesta il centrodestra capitolino. C’è chi ironizza («da quando Marino è sindaco, l’animale che, purtroppo, ha richiamato su Roma l’attenzione dei media nazionali ed internazionali è stato il maiale e non la Lupa») chi minaccia battaglia («cancellare, con 11 mesi di Ignazio Marino, 2.767 anni di storia mi sembra davvero un po’ troppo»), chi spera in un ravvedimento («ognuno ha le sue tradizioni: Roma e i romani hanno la Lupa, speriamo che Marino non voglia mettere la bandiera rainbow»). «Almeno ci metta l’aquila», scherza Enrico Montesano, romano e laziale doc, che aggiunge «ma come è possibile che l’amministrazione  pensi a questo invece che a rimettere in sesto strade e viabilità?». Tagliente Gigi Proietti: «Diteci prima che ce mettete…».