Giorgia Meloni: «Noi in Europa per rappresentare l’altra Italia. E le urne ci premieranno»

«Abbiamo bisogno di rappresentare un’altra Italia in Europa». Lo ha detto a Lecce Giorgia Meloni, presidente nazionale di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale, parlando a Lecce. «Io sento dire – ha aggiunto – sia dai partiti del centrodestra sia dai partiti del centrosinistra, basta con l’Europa a trazione tedesca». «Di fatto – aggiunge – i partiti del centrodestra siedono nel Ppe che è governato dal Angela Merkel. Il Partito Popolare Europeo ha appena rivendicato le politiche dell’austerity nel suo ultimo congresso come la risoluzione migliore per uscire dalla crisi, quelle che ci hanno messo in ginocchio. Il Pse, dove sta il Pd – prosegue – ha candidato alla commissione europea tale Martin Schulz che in Germania governa insieme alla Merkel. Tra questo scenario lo scenario della sinistra radicale che mette il nome di un comunista greco nel simbolo, quello di Scelta europea che mette il nome di un liberale belga nel suo simbolo, quello del candidato di Nuovo Centrodestra che si candida con il manifesto di Europa Liberal». Parlando delle elezioni europee, la Meloni si è detto certa che «supereremo la soglia di sbarramento, anche perché i sondaggi dicono che già l’abbiamo superata». La leader di FdI ha a questo proposito ricordato anche che «i sondaggi non sono stati mai particolarmente buoni con noi. Alle elezioni politiche – ha aggiunto – ci davano l’1 per cento poi abbiamo preso il 2. Se oggi ci danno al 4, potenzialmente possiamo prendere l’8 per cento». «Sulla vicenda della Banca d’Italia – ha aggiunto poi – abbiamo fatto con Fratelli d’Italia una battaglia importantissima quando il governo Letta ha deciso di svendere la nostra banca centrale e di regalare 7,5 miliardi di euro alle banche private e altri 450 milioni di dividendo che gli italiani pagheranno ogni anno sulle quote già rivalutate per 7 miliardi e mezzo». Parlando con i cronisti davanti alla sede della Banca d’Italia di Lecce, Meloni ha ricordato che «quando è arrivato il decreto su Bankitalia abbiamo presentato un ordine del giorno per chiedere che le riserve auree, cioè 100 miliardi di euro in oro di proprietà degli italiani, rimanessero degli italiani, ma è stato bocciato dagli altri partiti. Non sappiamo quale sia il destino di questi cento miliardi in oro – ha concluso – e consideriamo quel decreto un atto di alto tradimento nei confronti degli italiani che sono stati privati di miliardi di euro e anche del loro diritto a qualsiasi forma di sovranità monetaria».