Fratelli d’Italia in piazza del Popolo all’insegna dello slogan: «Io voto italiano»

Foto-FdI

Un enorme tricolore srotolato lungo via del Corso e lo slogan “Io voto italiano” hanno accompagnato l’iniziativa elettorale di Fratelli d’Italia nel cuore del centro di Roma e dello shopping cittadino con un comizio conclusivo a piazza del Popolo, storica piazza della destra italiana. Con Giorgia Meloni l’europarlamentare uscente Marco Scurria e molti altri esponenti di FdI-An, tra questi Fabio Rampelli e Marco Marsilio, sono stati ribaditi i temi chiave del partito. «Dopo aver fatto per tre anni quello che dice la Germania adesso abbiamo il record di disoccupazione e loro invece il record di occupazione», ha detto la Meloni dal palco di piazza del Popolo. A proposito invece del governo, la presidente di FdI-An ha detto che «Renzi a oggi ha solo liberalizzato droghe e abolito reato immigrazione clandestina assieme a Grillo». Temi che la Meloni qualche ora prima aveva anticipato, nel corso di un’intervista al Tg1. «In questa campagna elettorale – ha detto la leader di FdI – lo spazio per l’offerta di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale è quello della destra storica e per chi vuole mandare in Europa un’Italia orgogliosa. Noi diciamo: votate nell’interesse nazionale. Chi vota per Renzi e per Berlusconi vota per il mantenimento di un’Italia che in Europa va a prendere ordini, chi vota per Grillo non lo sappiamo perché lui non ha mai parlato di Europa; chi vota per la Lega vota per la scissione del Veneto e della Padania, chi vota per la sinistra vota per l’internazionalismo. Chi vota per Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale invece vota per l’Italia». Sul’euro la Meloni ha evidenziato un aspetto cruciale. «Il problema è che non abbiamo mai fatto una moneta unica ma abbiamo adottato il marco tedesco. Abbiamo una moneta troppo forte per la nostra economia e restare all’interno dell’euro significherebbe essere spacciati per fare l’interesse della Germania. Per questo Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale propone uno scioglimento concordato e controllato di tutta la zona euro e un graduale ritorno alle monete nazionali».