FdI mobilitata per i Marò. E La Russa rivela pressioni di Renzi per «tenere bassi i toni»

In 2 anni e 4 mesi «la vicenda dei due marò italiani detenuti in India non solo non si è risolta ma è precipitata, per questo oggi abbiamo deciso di listare a lutto alcuni monumenti simbolo della nostra identità nazionale, perché l’amor di patria è morto». Lo ha detto  Ignazio La Russa, spiegando l’evento in solidarietà dei due marò organizzato in tutta Italia. A Milano gli esponenti del partito hanno listato a lutto il monumento dedicato ai caduti milanesi per la patria in piazza Sant’Ambrogio. «Un gesto – ha detto – anche per tutte le forze armate dimenticate in questo Paese». La Russa ha spiegato che l’Italia «ha svenduto la libertà dei due marò per motivi affaristici, quando dopo il rientro in Italia vennero rispediti nelle fauci della giustizia indiana». Oggi «noi facciamo sentire la nostra voce per riportare in primo piano la vicenda  e chiediamo al governo di minacciare il ritiro dell’Italia da tutte le missioni di pace all’estero a partire da quella anti pirateria».

Il presidente di FdI ha messo anche in risalto  il fastidio suscitato nel governo dall’energica campagna in favore dei nostri due soldati condotta dal partito. «Meno di un mese fa – ha rivelato La Russa – Renzi ci ha telefonato per dirci di tenere bassi i toni» perché la vicenda dei marò «stava per evolversi con la domanda di arbitrato internazionale all’Onu». Il comportamento del governo non è però stato conseguente con la promessa del premier. Fratelli d’Italia «per mesi non ha più organizzato manifestazioni, ma nulla è cambiato e la domanda di arbitrato internazionale non è ancora stata avviata». «Credo anche – ha concluso –  che forse ci sono state pressioni su alcuni dei familiari, con cui io sono in contatto, per non schierarsi».

A Roma il flashmob di FdI si è svolto davanti al Vittoriano. Marco Marsilio, Federico Mollicone e Andrea De Priamo portavoce romano. «Fdi-An si mobilità in tutta Italia per chiedere la liberazione di Massimiliano La Torre e Salvatore Girone, e siamo davanti al Vittoriano proprio per manifestare la nostra solidarietà ai soldati italiani detenuti in India, traditi dalle istituzioni italiane e internazionali, ed il presidente della Repubblica è il primo colpevole di aver restituito i marò all’India», spiegano. Durante il flashmob sono state fatte volare lanterne di carta con scritto  «marò liberi» a simboleggiare «sia l’amor patrio che l’auspicio di liberazione». Napolitano non faccia «l’indiano»: è questo il testo del volantino distribuito dai militanti durante la manifestazione.