Fassino chiede scusa (ma non troppo): «I tifosi del Toro anziché la luna hanno guardato il dito»

«Piero Fassino deve assumersi le sue responsabilità. Rimetta il suo mandato al Consiglio comunale, o presenteremo una mozione di sfiducia nei suoi confronti». A Maurizio Marrone di Fratelli d’Italia non bastano le scuse del sindaco di Torino per il suo dito medio rivolto ai tifosi granata. La gaffe di Fassino, che si è rivolto il 4 maggio allo stadio Filadelfia ad alcuni contestatori durante la commemorazione della tragedia di Superga, con il simbolo internazionale del “vaffa” è diventata oggetto di una discussione nell’aula consiliare del Comune. Ad aggravare l’episodio, il fatto che il sindaco avesse negato spudoratamente di avere rivolto il dito medio ai supporter del Torino che lo contestavano. «Fassino si deve dimettere – ha incalzato il capogruppo Vittorio Bertola, il consigliere M5S che riprese in un video il “gestaccio”, pubblicandolo poi su Youtube –  perché negando il suo gesto ha sostenuto il falso». Un comportamento che ha portato molti consiglieri dell’opposizione a esporre dai banchi dei burattini di Pinocchio. «Da parte del sindaco abbiamo assistito a un comportamento doppio, prima negando, poi riconoscendo il suo gesto solo di fronte a prove inconfutabili – ha osservato il capogruppo del Nuovo Centrodestra, Enzo Liardo – Un atteggiamento lineare avrebbe portato a porgere immediatamente le scuse». Da parte sua, l’ex segretario dei Ds ha cercato di cavarsela con pubbliche scuse. «Se qualche tifoso granata si è sentito offeso dalla mia reazione alle aggressioni che ho subìto mi spiace e me ne rammarico sinceramente». La sua ricostruzione, smentita dal video, è quella di un clima da Vietnam. «Sceso dal palco, un gruppetto ristretto si è fatto più incalzante ed è iniziato un lancio di pietre e di lattine di birra, accompagnato da offese a me e alla mia famiglia. Ho reagito alla violenza e alla minaccia fisica, ho reagito a chi voleva impedire di parlare a me e a tutti i torinesi che rappresento, con un gesto di reazione umana e istintiva, avendo negli occhi le tragiche immagini dei recenti scontri nei pressi dello Stadio Olimpico di Roma». Il povero Piero ha reagito così perché turbato da Genny a’ carogna. E con chi se l’è presa “Fassinocchio”, come l’ha ribattezzato per l’occasione Massimo Gramellini su La Stampa? Con il consigliere che lo ha “incastrato” postando il video della sua reazione scomposta. Ma il meglio il sindaco l’ha dato adducendo una giustificazione dall’involontario effetto comico. «Nella circostanza si è persa di vista la luna e si è guardato al dito». Peccato fosse il medio.