Europee, ultimi sondaggi prima del voto: Pd al 33%, seguito da Grillo e Forza Italia

Arrivano gli ultimi sondaggi. Da domani infatti non dovrebbero più essere diffusi perché scatta il divieto di pubblicazione nei quindici giorni precedenti le elezioni. A lanciare le ultime rilevazioni sulle intenzioni di voto per le europee sono tre quotidiani nazionali: il Sole24Ore, La Repubblica e il Corriere della Sera. Tutti, al di là degli scarti percentuali, concordano sulla “classifica”: il Pd è primo partito, inseguito da M5S e da Forza Italia. Da notare che c’è una inversione netta, nelle prime due posizioni, rispetto alle vicinissime politiche del 2013, quando a prendere più voti era stato (come ricordato da Matteo Renzi) il movimento di Beppe Grillo, al netto però della circoscrizione estero. Guardando i dati dei diversi istituti di sondaggio emerge che il Pd gode di un dato intorno al 33%. Per Demetra e Roberto D’Alimonte (sul Sole24Ore) i Dem sono al 33,8% . Stesso risultato secondo l’Ipsos Pa di Nando Pagnoncelli sul Corriere della Sera. Meno ottimista quello di Demos che, con Ilvo Diamanti, parla del 32,8%. In seconda posizione, il M5S di Beppe Grillo, accreditato tra il 22 e il 23%, quindi a circa dieci punti dal Pd. Per Ipsos è al 23%, per Demetra è al 22,2% mentre per Demos al 22%. Forza Italia ancora non sfonda “quota 20%” come auspicato da Silvio Berlusconi. La previsione più rosea è quella di Ipsos per il “Corsera”, che gli attribuisce il 19,5%, mentre gli altri due si fermano al 17,8% (Demetra) e al 17,5% (Demos). Non c’è invece “unanimità” di giudizio su quali altri partiti riusciranno a superare la soglia di sbarramento del 4%. Secondo Demos ci riuscirà ampiamente Ncd-Udc (con il 7%) e con qualche patema in più la Lega Nord e la Lista per Tsipras (entrambe al 4,5%) e Fdi-An (al 4,3%). Fuori, anche se per poco, Scelta europea per Verhofstadt (3,6%). Più fosco il quadro di Ipsos: in quota “over 4” ci sono solo Ncd-Udc (6,4%), Lega Nord (5,2%) e, ma solo per un pelo, Fdi-An (4%). Condanna senza appello, invece, per le liste per Tsipras e per Verhofstadt, entrambe al 3%. Infine Demetra, che lascia fuori la lista Verhofstadt (2,8%). Sopra il 4% ci sono infatti Ncd-Udc (6,5%) e, più a rischio, Lista Tsipras (4,5%), Lega Nord (4,4%) e Fdi-An (4,1%). Da notare il dato dell’area del non voto. D’Alimonte spiega che le intenzioni di voto di Demetra sono calcolate su una base di votanti inferiore anche a quella registrata alle europee 2009 (che era del 65,1%), con un’area del non voto superiore al 35%. Ancora più pessimista Ipsos, che l’area sia addirittura del 43,7%. La rilevazione per La Repubblica di Demos è stata realizzata dal 5 al 7 maggio con 1.004 interviste con metodo Cati su un campione rappresentativo della popolazione italiana maggiorenne. Quella di Ipsos per il Corriere della Sera è stata fatta tra il 6 e il 7 maggio con 998 interviste su un campione analogo. Infine quella di Demetra per il Sole24Ore con 1.344 interviste sullo stesso tipo di campione rappresentativo. Anche Ixé pubblica per Agorà l’ultimo sondaggio elettorale. Il Pd è sopra il 33%, il Movimento 5 Stelle mantiene una percentuale superiore al 26%. Secondo Ixé Lega Nord entrerebbe nel Parlamento Europeo con il 5,2% dei voti, seguita ad un soffio dall’alleanza tra Ncd, Udc e Popolari con il 5,1%. Ancora in bilico Fratelli d’Italia e Tsipras (rispettivamente al 3,8 e 3,7%). Nei giorni decisivi prima del voto, farà davvero la differenza chi riuscirà a convincere gli indecisi. L’area del “non voto” è al 43,6%. La fiducia nel governo è in lieve calo mentre il premier vede salire la propria. Quella nell’esecutivo è ora al 49% (diminuisce di un punto), mentre quella in Renzi è al 53% (sale di un punto), anche se è lontana dal 62% registrato alla fine di febbraio, al momento del suo ingresso a Palazzo Chigi.